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Un giornale accusa: “Le bandiere egiziane sono fatte in Israele”. Scoppia la polemica

(foto Afp)

Dietro a ogni bandiera egiziana c’è una fabbrica israeliana. Il quotidiano de Il Cairo, al-Masry al-Youm, ha pubblicato dei documenti ufficiali in cui, senza tanti giri di parole, c’è scritto che i vessilli egiziani sono d’importazione e sono fatti nello Stato ebraico. Il ministro dell’Industria e del commercio del governo Mubarak, Rashid Mohammed Rashid, ha subito smentito la notizia, ma le firme, il testo del documento e le bolle di accompagnamento raccontano tutta un’altra storia.

«Le bandiere sono trasportate nei container e attraversano il valico di Taba o Rafah», scrive il quotidiano egiziano. E il viceministro egiziano si è limitato solo ad aggiungere che «la legge del nostro Paese non vieta l’importazione della merce dallo Stato ebraico».

«Questo è uno scandalo nazionale», ha attaccato il parlamentare Abbas Abd al-Aziz. «Anche io ho i documenti che provano questa vergogna». Nel mare delle polemiche che si sono scatenate, però, il governo egiziano ha sempre negato questa notizia.

Quella delle bandiere stampate altrove non è uno scandalo che tocca solo l’Egitto. Qualche mese prima, proprio Israele ha scoperto che la maggior parte dei suoi vessilli erano realizzati in Cina o nella nemica Turchia. E proprio per questo, la settimana scorsa è stato approvato – in fase preliminare – un emendamento in cui s’impone di far produrre le bandiere con la Stella di Davide solo entro i territori dello Stato ebraico.

Leonard Berberi

Leggi anche: In Israele le bandiere sono “made in China” (del 21 aprile)

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E nell’incontro ufficiale i diplomatici israeliani sbagliano bandiera

Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle

Al ministero degli Esteri israeliano urge un ripasso di geografia. Perché quello che è successo qualche giorno fa rischia di rasentare la gaffe. Politica e culturale.

Spiegano i cronisti dello Yedioth Ahronoth che sabato scorso, se non fosse stato per un agente della sicurezza, il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle avrebbe salutato la delegazione dello Stato ebraico passando sotto una bandiera nera-rossa-gialla. Ma del Belgio, non della Germania.

E pensare che la bandiera era stata appesa all’ingresso del ministero dopo che l’omologo israeliano, Avigdor Lieberman, voleva a tutti i costi far sentire a casa sua Westerwelle. Ma lo staff, nella fretta, ha proprio sbagliato bandiera.

Una delle guardie – spesso studenti universitari – ha notato l’errore e l’ha segnalato subito al capo del cerimoniale. È a quel punto che la bandiera viene rimpiazzata con il vessillo a bande orizzontali. Evitando così al ministero una figuraccia mondiale.

Leonard Berberi

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