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Protesta con nave a Bil’in. E anche qui la “flotta” finisce assaltata da Israele

L’ultima volta s’erano dipinti di blu. Come i Na’avi, la popolazione del film “Avatar”. E insieme avevano protestato contro l’occupazione. Loro, i palestinesi, e decine di “turisti dell’occupazione” venuti dall’Europa.

Stavolta, nell’ennesimo venerdì di protesta, gli abitanti del villaggio di Bil’in non potevano gridare la loro rabbia senza tenere conto degli attivisti morti. Ed ecco che hanno trasformato un camioncino in una sorta di nave. Nella “flottiglia pro-Gaza”. A circondare la nave-macchina decine di manifestanti. E altrettanti giornalisti pronti a immortalare questo giorno. Perché a Bil’in è così: si protesta. Ma ci si mette anche in mostra.

Il video della manifestazione (a cura di Haitham Al Katib)

E così come alla Mavi Marmara anche all’altra flottiglia, quella finta, è toccato subire l’intervento dei soldati israeliani. Per davvero.

Sono piovute capsule di gas lacrimogeno. Poi l’esercito ha inseguito i manifestanti che sono fuggiti. Abbandonando la nave-barca al suo destino. Per fortuna, a differenza della “flottiglia pro-Gaza”, qui non c’è stato nessun ferito o morto. Solo lacrime. Lacrime indotte, però.

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Avatar (made in Palestine)

La nuova protesta di Bil'in: palestinesi come Avatar (foto Reuters)

Per una volta, si sono divertiti anche loro. Perché la protesta – che si svolge ogni settimana a Bil’in, in Palestina – iniziava un po’ a stancare anche i manifestanti. L’oggetto delle contestazioni – come sempre – è stato il muro di separazione.  Ma stavolta c’era qualcosa di nuovo: l’abbigliamento.

I manifestanti erano tutti travestiti da personaggi del film “Avatar” di James Cameron. Niente di più azzeccato per una storia – quella della pellicola – che assomiglia tanto, secondo gli attivisti, a quella di chi chiede la liberazione della Palestina.

Palestinesi, israeliani e stranieri, si sono trovati a Bil’in con tutine aderenti di color blu, grandi orecchie di plastica e lunghi capelli. I residenti della West Bank come la popolazione Na’avi. “Così come i combattenti Avatar si difendono dall’imperialismo, così i cittadini palestinesi fanno ogni giorno con gli israeliani”, ha spiegato il comitato di lotta a Bil’in.

Per una volta hanno sorriso anche i soldati dell’Idf. Per loro, la visione di un “Avatar” insolito. Meglio del 3D. Per davvero.

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