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Checkpoint di Qalandiya. Ieri

Ieri c’è stata una battaglia. O, se volete, un assaggio di guerra. Con i soldati israeliani a rispondere alla violenza dei palestinesi. E questi ultimi a replicare, a modo loro, all'”invasione” dell’esercito dello Stato ebraico con un fitto lancio di sassi, con copertoni infuocati e botti di fine anno usati manco fossero granate.

Ieri, al checkpoint di Qalandiya, in Cisgiordania, centinaia di giovani palestinesi e decine di uomini dell’Idf si sono scontrati come non succedeva da tempo. Ringalluzziti, i primi, dalla richiesta all’Onu di riconoscere lo Stato di Palestina. Spaventati, i secondi, dall’escalation di violenza che rischia di esondare sul suolo ebraico.

In tutto questo c’è una scena, nel video che trovate sotto, che colpisce: quella che mostra il volto dipinto di Yasser Arafat che giganteggia sul lato palestinese del muro di separazione mentre “osserva” i soldati israeliani all’opera. Ieri, a Qalandiya, in Cisgiordania, è andata in scena la prova generale della Terza intifada. (leonard berberi)

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Paradossi mediorientali

Membri della setta Neturey Karta

L’ospitalità è sacra. E i musulmani, questo, lo sanno benissimo. Ma fa una certa impressione vedere quattro rabbini (e una donna ortodossa) trascorrere il riposo sabbatico in un albergo di Gaza. Ospitati da Hamas.

Stupore che svanisce quando si scopre che Israel Weiss, Israel Pinchas Friedman, Yishai Rozenberg e David Feldman sono sì rabbini, sono sì ebrei, ma profondamente antisionisti. E la visita nella Striscia – grazie ai passaporti statunitensi e canadesi – è servita per esprimere “solidarietà al popolo palestinese che soffre per l’occupazione israeliana”.

L'incontro con Ahmadinejad

I “quattro dell’Apocalisse”, come li chiama qualcuno dalle parti di Gerusalemme, sono esponenti della setta dei ‘Neturei Karta‘ (I guardiani delle mura, in aramaico) che, per motivi teologici, non riconosce lo stato di Israele in quanto espressione di un movimento laico (il sionismo) e non di una volontà divina. Basta fare un giro su Google immagini per scoprire di cosa sono capaci: incontri affettuosi con Arafat. Così come con il nemico numero uno, il presidente iraniano Ahmadinejad.

I rabbini sono stati ricevuti in pompa magna dal leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh. Il quale ha avuto l’accortezza di mandare nel loro albergo cibi ‘kosher‘. Nelle interviste alla stampa i “guardiani delle mura” hanno sostenuto che Hamas è ostile “allo stato sionista”, ma non all’ebraismo.

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