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Gara di scacchi, l’Iran soffia il record del mondo a Israele

I comunisti cinesi puntavano molto sulla pallina di plastica per farsi sentire alla Casa Bianca. Un colpo di qua, un colpo di là e se gli americani uscivano sconfitti, potevano magari acquisire crediti di fronte all’amministrazione Usa. La chiamavano “diplomazia del ping pong”.

La storia poi è cambiata. Forse grazie anche al ping pong. Ma resta l’idea della sfida sportiva. Tant’è che ora, decenni dopo, siamo passati alla “guerra degli scacchi” tra Israele e Iran. Teheran ha vinto l’ultima battaglia in ordine di tempo. Anche se, negli ultimi mesi, è un continuo rincorrersi di record mondiali tra i due paesi.

Quattro mesi dopo che un giocatore dello Stato ebraico (Alik Gershon) aveva battuto il record del maggior numero di partite simultanee vinte, il maestro iraniano Ehsan Ghaem-Maghami, scrive l’agenzia di Stato Isna, ha vinto 590 partite (su 614) in 25 ore e 15 minuti. Riportando il record nella bacheca tutta speciale della Repubblica islamica.

Il campione iraniano di scacchi durante la sfida che l'ha portato a battere il record

L’israeliano Gershon aveva vinto 454 partite su un totale di 523 disputate simultaneamente. E al momento del trionfo si era pure lanciato in una dichiarazione politica: «Spero che tutte le guerre contro l’Iran possano essere così». Da Teheran non hanno mai replicato. Non a parole, almeno. Perché la replica è arrivata sul campo da gioco. O meglio: sulla scacchiera.

Ghaem-Maghami è stato meno diplomatico del rivale. «L’Iran è un grande Paese e merita il meglio», ha detto il giocatore. Nessun accenno diretto ai rapporti (nulli) tra i due Paesi. Ehsan Ghaem-Maghami è stato assistito da un medico, un massaggiatore e un dietista. In tutto ha percorso 55 chilometri tra un tavolo e l’altro. Nulla, in confronto alla strada – diplomatica, s’intende – che i due odiati vicini devono ancora percorrere. Mossa dopo mossa.

© Leonard Berberi

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Yedioth Ahronoth: molte ombre sul record del mondo dello scacchista israeliano

(Reuters)

Ha fatto scacco matto con un cavallo. Ma ora rischia di essere disarcionato. Si fanno sempre grandi le ombre sul record del mondo che il gran maestro di scacchi israeliano Alik Gershon, 30 anni, ha realizzato in Piazza Rabin a Tel Aviv vincendo il maggior numero di partite in simultanea. Un record ancora più importante perché Gershon (un israeliano) stabiliva il primato battendo quello – molto dubbio –  di Morteza Mahjub (un iraniano).

Scrive lo Yedioth Ahronoth, uno dei quotidiani più venduti in Israele, che due settimane fa gli organizzatori dell’evento hanno avuto la premura di mettere di fronte ad Alik numerosi contendenti alle prime armi. Fra questi anche 300 allievi di una scuola di Tel Aviv, molti dei quali – accusa il giornale – «conoscevano a malapena le regole del gioco». La sfida di Tel Aviv è durata 19 ore consecutive. Gershon ha affrontato 525 rivali, ha vinto 454 sfide, ne ha perse 11 e pareggiate 60.

«Più che contendenti erano di fatto essi stessi dei pedoni, disseminati nella piazza», continua ironico l’articolo. Frasi che gli organizzatori – l’Associazione scacchistica d’Israele e l’Agenzia ebraica – hanno respinto: «Abbiamo aderito con la massima scrupolosità a tutte le richieste avanzate dagli organizzatori della Guinness».

E a proposito della Guinness, lo Yedioth ne ha anche per loro: «Il giudice ha preferito trascorrere alcune ore in un albergo vicino, piuttosto che controllare la regolarità della gara. Alla fine della sfida, si è limitato a un atto di presenza».

Leonard Berberi

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