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Postcards from Middle East / 41

Due soldati israeliani pregano al Muro del Pianto, nella Gerusalemme vecchia. La polizia da qualche giorno è impegnata a contenere le violenze a Gerusalemme Est (dove vive la maggioranza araba) e per evitare che questa arrivi anche nei quartieri ebraici della città (Menahem Kahana / Afp)

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attualità

La guerra del cartone (animato)

Fratelli coltelli. Coltelli animati, stavolta. Non c’è pace tra Hamas e Fatah. L’ala radicale del movimento palestinese e quella “istituzionale”. Nello scontro tutto interno alla leadership musulmana la guerra si combatte anche con i cartoni animati.

La televisione al-Aqsa, molto vicina ad Hamas, ha anticipato che saranno trasmesse strisce animate che racconteranno il “legame” sempre più stretto tra il Fatah e l’esercito israeliano. Un partito, quello di Abu Mazen, che dalla morte di Arafat non è più risalita in popolarità. Esiste solo – commentano gli analisti palestinesi – solo perchè lo vuole la comunità internazionale.

Nel cartone animato – che si chiamerà Missione speciale – il protagonista è Bahlul (buffone, in arabo), soldato delle milizie dell’Anp, controllata da Mazen. In una scena Bahlul lucida e bacia gli scarponi di un soldato israeliano. In un’altra, Bahlul assiste a un massacro di bimbi palestinesi. E dice a al collega israeliano: “Tu uccidi i nostri figli davanti ai nostri occhi, ma io risponderò con atti di pace”. Infine, sempre Bahlul che dice questo della missione palestinese: “Proteggere le colonie illegali, arrestare i miei familiari, sparare a mio fratello o divorziare da mia moglie se Israele me lo ordina”.

Più che un attacco all’Autorità palestinese, questo cartone animato rischia solo di spaccare la popolazione musulmana.

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