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“Non siamo un campo di addestramento”

Il momento dell'arresto di Jira, uno dei fratelli Copti candidati all'Oscar per il miglior film straniero (foto di Muhammad Babi)

C’è un film candidato all’Oscar, “Ajami”, che descrive le tensioni tra la polizia (israeliana) e gli abitanti di Jaffa (musulmani). Poi c’è questa manifestazione, vera, di circa 300 persone per le vie del quartiere a maggioranza araba. Fatta oggi pomeriggio, un sabato, giorno di riposo assoluto per gli ebrei.

A unire il film e la manifestazione ci sono i fratelli Copti. Autori, sceneggiatori, direttori e protagonisti del film. Ma anche protagonisti di un fermo di polizia per essersi scontrati con le forze dell’ordine. Tutto per colpa di un animale morto che attendeva di essere seppellito dai bambini del quartiere.

“Jaffa non è un campo di addestramento”, hanno urlato i manifestanti. Contro la polizia, contro lo Stato che li lascia soli, contro il silenzio generale. “‘Ajami’ descrive la realtà di questo posto: noi per gli ebrei siamo una nullità”, dice qualcun altro.

La manifestazione, partita dal simbolo di Jaffa, la torre dell’orologio, è stata scortata dalla polizia. Dopo un’oretta è arrivata di fronte al comando centrale della Polizia di Tel Aviv. Nessun incidente. Qualche slogan forte. E la presenza di un parlamentare, nato a Jaffa, Dov Khenin (del partito di sinistra e filo-arabo Hadash), a testimoniare che lo Stato c’è. Se non tutto, almeno un pezzo.

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Oscar da galera

Una scena del film "Ajami"

Quando si dice più vero di un film. E mai, come in questo caso, il film anticipa quello che succederà dopo. Nel film “Ajami”, pellicola israeliana candidata all’Oscar, Tony Copti viene inseguito dai poliziotti per i vicoli di Giaffa (a sud di Tel Aviv) e in seguito arrestato.

Pochi giorno dopo la notizia che Hollywood aveva inserito la pellicola israeliana tra le migliori, Tony Copti viene fermato a Giaffa dalla polizia e detenuto in commissariato per alcune ore. Ma questa volta la storia è vera. Insieme a Tony, che è anche fratello di Scandar (co-regista), è stato fermato anche l’altro fratello, Jiras.

Il tutto per una vicenda banale. Un gruppo di ragazzini sta armeggiando qualcosa su un pezzetto di terreno. La polizia israeliana, nei paraggi, nota i movimenti strani e si avvicina ai piccoli. “Pensavamo si trattasse di droga”, si giustificano gli agenti.

Ed è qui che Tony e Jiras si avvicinano. Iniziano a volare parolacce e qualche spintone. Arrivano i rinforzi. La situazione si fa ancora più tesa. Alla fine, i due fratelli finiscono in cella. Per essere rilasciati dopo alcune ore. “Siamo stati arrestati per niente”, dice Tony Copti.

Cosa facevano i bambini? Stavano scavando un buco per sotterrare un cane morto.

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