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Olimpiadi di Londra, Israele allenerà la squadra palestinese

La storia, di per sé, non sarebbe poi tanto nuova. Lo sport che supera qualsiasi barriera ideologica e religiosa. Una corsa sulla pista d’atletica che abbatte decenni di diffidenze. Già visto, appunto. Un po’ nei film. Un po’ nella realtà.

Solo che qui, quando si parla di Israele e Palestina, anche il copione letto e riletto ha sempre un sapore diverso. La notizia, nell’aria già da qualche settimana, è che lo Stato ebraico allenerà la formazione palestinese per le Olimpiadi di Londra nel 2012.

L’accordo è stato firmato in pompa magna a Losanna, la sede ufficiale del Cio, il comitato olimpico internazionale di fronte a un soddisfatto Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite e il numero uno del Cio, Jacques Rogge.

C’è di mezzo anche un po’ d’Italia. Il mediatore dell’accordo è stato Mario Pescante, una sorta di ministro degli Esteri del Comitato. Al centro degli impegni presi da Israele e Palestina le questioni che riguardano la vita di tutti i giorni di atleti: la libera circolazione dei palestinesi e dei loro dirigenti, il trasferimento del materiale sportivo.

Per ora è un piccolo passo (sportivo). Ma nel vuoto di idee e di leader politici validi, il piccolo passo potrebbe essere solo l’inizio.

Leonard Berberi

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