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E a Gaza arriva il primo impianto della Coca Cola

L'impianto di produzione della Coca Cola a Ramallah, in Cisgiordania: qui lavorano circa 350 persone (foto di Julien Goldstein)

L’impianto di produzione della Coca Cola a Ramallah, in Cisgiordania: qui lavorano circa 350 persone (foto di Julien Goldstein)

La guerra delle bollicine. Dopo oltre mezzo secolo il monopolio è finito. Certo, da quelle parti di soldi non ne girano molti. E ogni anno scoppia sempre qualche crisi che rischia di mandare in frantumi l’investimento. Però, ecco, quel unico marchio per molti non si poteva proprio sopportare. E allora ecco il diretto concorrente: stessa ricetta, gusto diverso e una sfida – a colpi bottiglie e lattine – che ora si trascina anche qui. Nel cuore della Striscia.

E allora. Dopo la Pepsi ecco la Coca Cola. Il marchio della bibita con le bollicine ha avviato ieri i lavori per la costruzione di un impianto anche a Gaza. La società produrrà nella zona industriale di Karmi, alla periferia della città, costerà circa 20 milioni di dollari e dovrebbe portare lavoro a mille dipendenti. Cifre ridimensionate da Imad Hindi, il direttore di produzione, che parla di 300 nuovi posti.

Bottiglie di Coca Cola appena prodotto nello stabilimento di Bnei Brak, in Israele (foto di Yaakov Naumi / Flash90)

Bottiglie di Coca Cola appena prodotto nello stabilimento di Bnei Brak, in Israele (foto di Yaakov Naumi / Flash90)

Il materiale con i primi impianti è partito dalla Giordania, ha viaggiato su nove camion per le vie d’Israele, poi è approdato al terminal «Yitzhak Rabin» dov’è stato controllato e quindi fatto arrivare nella Striscia attraverso il valico di Kerem Shalom. Ad attenderli tanti curiosi e soprattutto loro, Munib al-Masri e Zahi Khouri, gli imprenditori che hanno voluto la costruzione. Khouri, poi, è anche il presidente della Palestinian Nation Beverage Company e possiede tre centri di stoccaggio della Coca Cola in Cisgiordania.

Il marchio promette di far uscire le prime bottiglie alla fine del 2015 e assicura tante attività collaterali, a partire dall’impegno sociale. Anche perché il tasso di disoccupazione, a Gaza, viaggia al 40%. Intanto se la dovrà vedere con il diretto concorrente, la Pepsi, che nella Striscia produce dal 1962 la 7-Up e dal 1997 la Pepsi Cola.

© Leonard Berberi

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