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Elezioni in Israele, il nuovo centrosinistra e un Paese diviso

Isaac Herzog, leader laburista, con Tzipi Livni, numero uno di Hatnuah, mercoledì 10 dicembre mentre annunciano l'accordo elettorale in vista delle elezioni del 17 marzo 2015 (foto Flash 90)

Isaac Herzog, leader laburista, con Tzipi Livni, numero uno di Hatnuah, mercoledì 10 dicembre mentre annunciano l’accordo elettorale in vista delle elezioni del 17 marzo 2015 (foto Flash 90)

«La carriera di Tzipi Livni: con 28 seggi non ha avuto nulla. Con 6 è diventata ministro. Con zero (secondo i sondaggi) premier. Impressionante». La frase – o meglio: il tweet – è di Dana Weiss, uno dei volti del telegiornale di Canale 2. E potrebbe essere pure la sintesi migliore sulle elezioni (anticipate) che si svolgeranno in Israele il 17 marzo 2015.

Ieri il partito laburista locale – ora all’opposizione – si è alleato con Hatnuah, la formazione centrista di Tzipi Livni, da poco ex ministro della Giustizia, cacciata dal premier Benjamin Netanyahu insieme con Yair Lapid, leader di Yesh Atid ed ex ministro delle Finanze. «È il momento di cambiare», ha detto Isaac Herzog, leader laburista, di fianco a Livni e davanti a uno striscione con la scritta «Insieme vinciamo». Di sicuro, almeno secondo i sondaggi, ci guadagnerebbe Livni: se corresse da sola non riuscirebbe ad avere nemmeno un seggio.

Le formazioni più votate secondo il sondaggio dell'Università di Tel Aviv: Labor-Hatnuah 22 seggi (su un totale di 120), Likud (Netanyahu) 20, Habayit Hayehud (Naftali Bennett) 15, Kulanu (Moshe Kahlon) 13, Yisrael Beitenu (Avigdor Lieberman) 11, Yesh Atid (Yair Lapid) 10 (fermo immagine da Canale 10)

Le formazioni più votate secondo il sondaggio dell’Università di Tel Aviv: Labor-Hatnuah 22 seggi (su un totale di 120), Likud (Netanyahu) 20, Habayit Hayehud (Naftali Bennett) 15, Kulanu (Moshe Kahlon) 13, Yisrael Beitenu (Avigdor Lieberman) 11, Yesh Atid (Yair Lapid) 10 (fermo immagine da Canale 10)

«Quando riceverò il mandato – ha continuato Herzog – io sarò primo ministro per i primi due anni e Tzipi Livni per la seconda metà della durata del mandato». «Il centro sionista si è sollevato contro i partiti dell’estrema destra», ha aggiunto l’ex numero uno della Giustizia.

A dare speranza alle due formazioni il sondaggio dell’Università di Tel Aviv per Canale 10. Dice quella rilevazione che un blocco di centrosinistra composto laburisti e Hatnuah avrebbe la meglio sul Likud, il partito di Netanyahu, per 22 seggi (su un totale di 120) a 20. Al terzo posto ci sarebbero gli ultranazionalisti di Naftali Bennett, capo di Habayit Hayehud e sostenitore degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Un risultato che, però, mostra ancora una volta l’incertezza su una possibile coalizione di governo. E che, a dirla tutta, per ora vede favorito più il premier uscente che il blocco di centrosinistra.

Le preferenze del sondaggio per gli altri partiti: a sinistra quelli religiosi, a destra quelli arabi (fermo immagine da Canale 10)

Le preferenze del sondaggio per gli altri partiti: i meno votati risulterebbero quelli arabo-israeliani (fermo immagine da Canale 10)

«L’accoppiata Livni-Herzog rappresentano il “dream team” di Abu Mazen (il presidente palestinese, nda)», hanno ironizzato i vertici del Likud. «Non ci sono dubbi su quello che ci si potrebbe aspettare da un governo di sinistra», a partire dalle «pericolose concessioni su Gerusalemme e in tutta la nostra madrepatria».

Ora tutti cercano di capire cosa farà Yair Lapid, il vero vincitore della tornata del 2013, arrivato secondo con un partito nato pochi mesi prima: correrà da solo o – come ritengono in molti – alla fine si unirà a laburisti e Hatnuah? In attesa di capirlo ha finalmente trovato un nome la formazione di Moshe Kahlon, ex dirigente del Likud ed ex ministro della Comunicazione molto amato per avere ridotto drasticamente le tariffe telefoniche in Israele e ora in forte ascesa. La sua nuova formazione si chiamerà «Kulanu» (Tutti noi) e secondo i sondaggi potrebbe guadagnare tra i 10 e i 13 seggi.

© Leonard Berberi

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