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La risposta (in musica) ai “rivoluzionari del budino”

Un frame del videoclip "Questa non è l'Europa" (YouTube)

Uriel Yekutiel, artista d’Israele, in un frame del videoclip “Questa non è l’Europa” (YouTube)

«Signora Rothschild è stanca di Tel Aviv? La spiaggia dell’Hilton è troppo affollata così è andata a Parigi. Quindi è tornata con addosso il profumo di Chanel, però non si confonda, è comunque in Ben Yehuda Street». E lei, hipster, «come l’ha trovata Berlino?». «E però questa non è l’Europa, questa è Israele, si rassegni. Questa non è l’Europa, qui è un casino, questo è il vecchio Medio Oriente».

È una trovata pubblicitaria. È cantata da Margalit Tzan’ani, voce famosa dello Stato ebraico (che compare alla fine del videoclip qui sotto) anche se a mostrarsi è Uriel Yekutiel, artista d’Israele. La canzone cerca di portare quante persone più possibili alla festa del 24 ottobre a Tel Aviv. E però è da molti giudicata come la prima risposta ai «rivoluzionari del budino», quelli che da giorni contestano i prezzi troppo elevati d’Israele e invitano a trasferirsi in Europa, soprattutto a Berlino, quella Berlino che per molti nonni ebrei è la culla del Male. Il tutto partendo, appunto, dal confronto dei prezzi sul budino.

Il dibattito, va da sé, è ancora in corso. Le due fazioni continuano a commentare e a ribattere. Il governo cerca di non assecondare la questione. Intanto a Tel Aviv si ascoltano questa canzone.

© Leonard Berberi

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