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Othman, l’aspirante medico passato dagli ospedali d’Israele agli estremisti dell’Isis

Miliziani del gruppo estremista islamico Isis in una via irachena (foto di Yaser Al-Khodor/Reuters)

Miliziani del gruppo estremista islamico Isis in una via irachena (foto di Yaser Al-Khodor/Reuters)

Lo aspettavano al Soroka Hospital di Beersheva, nel cuore d’Israele, lo scorso maggio. Aveva deciso di continuare lì il suo praticantato in medicina. Ma lui, Othman Abed Elkian, non s’è fatto mai vedere. Sparito nel nulla. Fino a quando, pochi giorni fa, non è riapparso. Morto. Negli ultimi cinque mesi era stato in Siria. Si era arruolato con gli estremisti dell’Isis.

Dalle corsie degli ospedali ai campi di battaglia. In mezzo una vita a Hura, un villaggio beduino nel deserto del Negev, studi in Medicina in Giordania, una licenza ottenuta anche in Israele, tre mesi – sempre come praticante – al Barzilai Hospital di Ashkelon, a due passi dalla Striscia di Gaza, una famiglia tranquilla e un fratello ora arrestato perché avrebbe aiutato Othman e un altro a metter piede in Siria attraverso la Turchia.

Othman Abed Elkian, l'aspirante medico, passato dalle corsie degli ospedali israeliani all'Isis in Siria

Othman Abed Elkian, l’aspirante medico, passato dalle corsie degli ospedali israeliani all’Isis in Siria

Gli investigatori cercano di capire cosa sia successo a questo aspirante medico in quei pochi giorni tra gli ospedali di Ashkelon e Beersheva. Chi l’ha convinto a cambiare vita? C’è qualcuno che ha controllato i suoi movimenti all’interno delle strutture di ricovero? Esiste una rete di reclutamento nello Stato ebraico che ha portato dall’altra parte del confine almeno una trentina di arabo-israeliani?

«Quello che possiamo dirvi è che la sicurezza israeliana ci ha contattati e ha fatto domande su Othman Abed Elkian. È a quel punto che abbiamo scoperto che era morto combattendo per l’Isis», spiegano dal Barzilai Hospital di Ashkelon. I genitori, intervistati dai giornali israeliani, hanno confermato che il figlio aveva deciso di cambiare vita. «Evidentemente salvare vite umane non gli interessava», hanno commentato sui social network diversi israeliani. «Voleva proprio uccidere».

© Leonard Berberi

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