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E Mohammed sparì dalla classifica dei nomi dei neonati israeliani

Bimbi nati da poco in Israele nell'ultimo anno (foto di Tzvika Tishler/Ynet)

Bimbi nati da poco in Israele nell’ultimo anno (foto di Tzvika Tishler/Ynet)

E Mohammed dov’è? Ok, molti neonati li hanno chiamati – e sono soltanto i «primi» dieci, anzi dieci sui primi dodici – Yosef (o Yusef), Daniel, Uri, Itai, Omer, Adam, Noam, Ariel, Eitan, David. Ma Mohammed (Maometto in italiano, come il profeta dell’Islam) dov’è? Perché non compare nella lista? Eppure, cifre alla mano, è il nome più dato nell’ultimo anno in Israele. Per non parlare di Ahmed, che dovrebbe stare al nono gradino, lì tra Noam e Ariel. Scomparso pure lui.

«Psst! Il nome più popolare tra i neonati in Israele è in realtà Mohammed», titola – senza giri di parole – il quotidiano israeliano (di sinistra) Haaretz. E in un commento parla di «un’altra forma di razzismo che in Israele è stata istituzionalizzata». Ed è proprio da qui che scoppia il putiferio. «Si è trattato di una via di mezzo tra un errore e un malinteso», assicura l’Autorità per la popolazione, l’immigrazione e le frontiere, l’ente governativo che ha stilato la classifica. «L’elenco considera soltanto i nomi ebraici per la ricorrenza del Rosh Hashana, il capodanno ebraico».

«Ma quale errore? Ma quale malinteso? Questo è l’ennesimo esempio di quanto 1,4 milioni di arabo-israeliani siano in realtà “invisibili” per l’autorità centrale», attaccano le organizzazioni che si battono per la tutela dei diritti di un 20% della popolazione, gli arabo-israeliani appunto. Mentre il New York Times parla di «conspicuous absence», di mancanza evidente in una classifica pubblicata sempre poche ore prima del nuovo anno ebraico.

Una famiglia israeliana di religione ebraica al Sacher Park di Gerusalemme (foto di Marc Israel Sellem / The Jerusalem Post)

Una famiglia israeliana di religione ebraica al Sacher Park di Gerusalemme (foto di Marc Israel Sellem / The Jerusalem Post)

«Gli arabi – ricorda il quotidiano americano – sono stati nel Parlamento israeliano sin dalle origini, dal 1949. Ma da allora soltanto uno è stato ministro». Tutti gli altri deputati e basta. Non che la cosa, nel resto delle istituzioni sia diversa. Prendiamo per esempio i media elettronici. «In televisione se vediamo le prime serate di Canale 1, Canale 2, Canale 10 non vediamo arabi alla conduzione», denuncia Hassan Jabareen, direttore di Adaleh, organizzazione a tutela degli arabo-israeliani.

«Ciascuno di questi canali ha pure gli esperti in affari arabi – continua Jabareen –, ma nessuno di questo lo è davvero, sono ebrei pure loro. Il risultato è che l’unico messaggio dato agli israeliani è questo: gli arabi sono degli estranei, per questo ci serve un mediatore tra noi e loro». «Forse era meglio mettere un asterisco in fondo – ragiona Sabine Haddad, portavoce dell’Autorità – e spiegare che i nomi arabi erano stati lasciati fuori».

Preso il calendario ebraico, nell’ultimo anno sono nati 176.230 bambini: 90.646 maschi, 85.584 femmine. I nuovi Mohammed sono 1.986, i Yosef (o Yusef) 1.173, i Daniel 1.088 e gli Uri («luce mia», in ebraico) 1.071. Tra le femmine i dieci più registrati sono stati: Tamar, Noa, Shira, Adele, Talia, Yael, Leanne, Miriam, Maya, Avigail. La popolazione complessiva, poi, sfiora i 9 milioni di abitanti, 8.904.373 per la precisione. Mohammed compresi.

© Leonard Berberi

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2 thoughts on “E Mohammed sparì dalla classifica dei nomi dei neonati israeliani

  1. Giorgio Bressan ha detto:

    Mi auguro che il suo articolo sia stato steso con senso ironico, visto che per me l’ironia è merce sconosciuta mi perdoni se non l’ho recepita, ma vorrei dire ai Soloni del New York Times che gli Stati Uniti D’America per convenzione, sono nati il 04 luglio 1776, e che da allora sono stati eletti ben 43 presidenti. Solo il 04 novembre 2008 hanno eletto il 44° Presidente e per la prima volta un afroamericano. Ci hanno impiegato ben 232 anni. Visto che ISRAELE ha compiuto solo 66 anni stando al passo con la media americana ne io ne Lei faremo a tempo a vedere un Primo Ministro arabo-israeliano. Cordialmente

    • Ovvio che nel post un po’ d’ironia c’è, però non possiamo negare l’importanza del gesto: si è trattato di una dimenticanza che poteva non diventare oggetto di polemica specificando che la classifica è solo per i nomi della componente ebraica della popolazione israeliana…

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