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Il quotidiano israeliano Maariv: colloqui di pace sull’orlo del fallimento

Il segretario di Stato Usa, John Kerry (a sinistra) insieme ai mediatori israeliano (Tzipi Livni) e palestinese (Saeb Erekat)

Il segretario di Stato Usa, John Kerry (a sinistra) insieme ai mediatori israeliano (Tzipi Livni) e palestinese (Saeb Erekat)

A quattro mesi dal loro inizio, i negoziati di pace israelo-palestinesi sono prossimi a un fallimento. Lo sostiene oggi il quotidiano Maariv secondo cui in questo momento il nodo centrale su cui le posizioni delle due parti sembrano inconciliabili riguarda il controllo militare sulla valle del Giordano. Anche su altre questioni (Gerusalemme, colonie e profughi) non sembra siano stati registrati progressi.

A quanto risulta al giornale, Israele prefigura uno Stato palestinese del tutto smilitarizzato, e insiste per garantirsi anche in futuro il controllo sul suo spazio aereo e sui confini. I palestinesi replicano che in quelle condizioni non si potrebbe più parlare di uno Stato vero e proprio; «sarebbe come una gabbia», hanno lamentato.

Fonti politiche israeliane hanno detto a Maariv che il premier Benyamin Netanyahu teme adesso pressioni statunitensi per il dislocamento sul Giordano di forze internazionali. Questa idea risulta essere sgradita ai palestinesi. Netanyahu, da parte sua, ha ribadito ieri in parlamento: «In ogni accordo (di pace) Israele dovrà essere in grado di difendersi da solo di fronte ad ogni minaccia. Non potremo affidarci a forze straniere». (Ansa)

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