attualità

LA STORIA / Il ritorno alla libertà del volatile sospettato di essere una spia del Mossad

Il momento in cui il volatile torna in libertà dopo più di un anno di "prigione" (foto da Hurriyet)

Il momento in cui il volatile torna in libertà dopo più di un anno di “prigione” (foto da Hurriyet)

L’imputato si alzi. Anzi, a dire il vero, l’imputato voli. Perché, dopo test, radiografie, esami corporali e stratagemmi vari quel uccello lì – con gli occhi smarriti, le ali pennute e l’etichetta infame di «spia israeliana» – è libero di andare. Libero di solcare i cieli. Libero, chissà, forse un giorno, di rivedere la sua famiglia.

Questa è una strana storia. Di quelle che prendono piede in villaggi sperduti. Arrivano nei laboratori universitari. Bussano ai piani alti delle autorità politiche. Fanno parlare molto. E poi, nel bel mezzo dell’estate, si dissolvono come ghiaccioli al sole.

E allora. Siamo ad Altinvya, villaggio turco dell’Anatolia orientale. È la primavera del 2012 e «24311 Tel Avivunia Israel», un gheppio maculato con le zampette giallissime sta svolazzando tranquillo. Anche troppo, forse. Perché, in un momento di sosta, alcuni abitanti lo catturano e notano quella targhetta con il suo identificativo.

La radiografia del gheppio accusato di essere una spia d'Israele (foto da Hurriyet)

La radiografia del gheppio accusato di essere una spia d’Israele (foto da Hurriyet)

«Tel Avivunia Israel» non passa inosservato. I residenti s’insospettiscono. Hanno letto strane storie di animali di aria, terra e mare addestrati dal Mossad israeliano per rubare segreti di altri Paesi. Iniziano a sospettare che anche questo pennuto lavori per Gerusalemme. Decidono di consegnarlo alle autorità locali. Che a loro volta trasportano il volatile «sotto scorta», come fa notare il giornale turco Hurriyet sul suo sito web, verso la più grande città di Elazig. Qui coinvolgono anche l’università Firat che sottopone l’animale – etichettato come «spia israeliana» – a test e radiografie per individuare eventuali armi letali, microspie o telecamere nascoste.

Niente di niente. Quel volatile, forse troppo presto condannato dalla collettività, è riuscito a dimostrare di non aver nulla di sospetto. Soprattutto: di non essere una spia. A quel punto il governatore l’ha rimesso in libertà. E in aperta campagna hanno liberato «24311 Tel Avivunia Israel» mettendogli un’altra targhetta, decisamente meno sospetta.

Giustizia è fatta, insomma. E, soprattutto, non ci sono vittime. Il gheppio avrebbe potuto fare la fine di un uccellino rintracciato nel maggio 2012 ad Ankara finito a pezzettini dopo che le autorità turche temevano si trattasse di una spia israeliana. Oppure finire nelle mani dei sudanesi, come l’aquila con la targhetta di un’università israeliana che lo scorso dicembre è stata catturata in Sudan.

© Leonard Berberi

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...