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Il web israeliano contro il “poema” di Günter Grass il «vecchio SS»

È bastato un poema. È bastato un intellettuale tedesco. Sono bastate poche parole – «il nucleare israeliano è più pericoloso di quello iraniano» – per inondare i siti dello Stato ebraico di commenti, accuse, repliche, maledizioni, considerazioni e anche qualche minaccia. Fino ad accusare l’autore di essere un «vecchio SS che ha mandato migliaia di persone a morire nei campi di concentramento» (A. Cortez, dalla California). O uno «fatto», «drogato», per via di quel gioco di parole che prende il cognome per il verso inglese (Grass = erba) e lo trasforma in un uomo strafatto di hashish.

Forse Günter Grass non s’aspettava tutta quest’indignazione. O forse se l’è cercata. La storia è quella, famosa, della composizione in cui l’intellettuale, in sintesi, sostiene che Israele è una minaccia con tutto quel nucleare. Una minaccia per tutti, non solo per l’area. Da che pulpito! Hanno urlato in molti. «Un tedesco che odia gli ebrei… Dov’è la novità?», ha scritto più di qualcuno sul web.

È ovvio. La questione, a queste latitudini – soprattutto a queste latitudini – è sensibilissima. Più dei vicini-nemici palestinesi e libanesi e siriani. Perché arriva dal cuore d’Europa – laddove partì l’ordine per la Soluzione Finale – un’accusa molto grave: quella di rappresentare, come Stato, una minaccia per il mondo. «E io che pensavo che la minaccia venisse da vecchi nazisti o da iraniani antisemiti», ha commentato sarcastico sul sito di news Ynet “Hafuch” che in ebraico vuol dire “bastian contrario”.

Il poema di Grass pubblicato sul quotidiano tedesco

«Diamo anche noi una mano alla tipica sinistra tedesca: ammettiamo che in fondo anche noi ebrei abbiamo una parte di responsabilità nella Shoah», aggiunge “Dottor Berliner”. La «sinistra tedesca» viene tirata in mezzo non a caso: a Gerusalemme viene da tempo stigmatizzata per le sue posizioni “morbide” nei confronti delle tesi palestinesi o islamiche. Vecchi fantasmi e rancori recenti vengono fuori in Israele senza filtro. Così capita di mettere, sullo stesso piano, Hitler, Grass e Ahmadinejad.

«Pensavo che su Israele i tedeschi avessero imparato a tenere la bocca chiusa per sempre», scrive Mark Bowen, dall’Illinois. Aggiunge Naftali: «Oh cavolo, un tedesco che dice a noi ebrei come dobbiamo comportarci e difenderci». «Ho un poema anch’io, per Grass», scrive Logic: «Nazista una volta, nazista per sempre…». «Oh no, e adesso cosa scriverà Meotti?», si chiede un altro. Tirando così in ballo Giulio Meotti, il giornalista-scrittore italiano del “Foglio” che negli ultimi tempi pubblica spesso sullo Yedioth Ahronoth, il più venduto giornale d’Israele.

C’è, in tutto questo, qualcuno che prova a ragionare. Che prova a prendere la parte «buona» del discorso dell’intellettuale tedesco. Come Hanna. Che, sempre sul sito Ynet, scrive: “Grass, nei fatti non ha tutti i torti: Israele è effettivamente conficcato in un’area ostile e se prendesse un’iniziativa radicale verso l’Iran potrebbe innescare la terza guerra mondiale». Moshe, invece, è preoccupato dai «processi sociologici» d’Israele: «Fra 20-30 anni avremo qua una leadership di ortodossi, o di rabbini matti», scrive. «Una atomica nelle loro mani non sarebbe diversa da una atomica detenuta dagli ayatollah».

Parole. Commenti. Critiche. Mentre sullo sfondo, propri ieri, Ehud Barak, ministro della Difesa dello Stato d’Israele sentenziava sicuro: «Il 2012 è l’anno della battaglia contro il nucleare iraniano».

© Leonard Berberi

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5 thoughts on “Il web israeliano contro il “poema” di Günter Grass il «vecchio SS»

  1. luca rosi ha detto:

    Tanto per mettere qualche puntino sulle i, quello che segue è il testo della cosiddetta “scomunica” di Spinoza (in realtà più che di scomunica si tratta di un vero e proprio “herem”, o maledizione rituale, analoga alla “fatwa” islamica), emessa nel XVII dalle autorità ebraiche olandesi contro il grande filosofo ebreo per le sue idee eretiche in materia religiosa.

    “Con il giudizio degli angeli e la sentenza dei santi, noi dichiariamo Baruch de Spinoza (alias Gunther Sachs) scomunicato, esecrato, maledetto ed espulso, con l’assenso di tutta la sacra comunità […]. Sia maledetto di giorno e maledetto di notte; sia maledetto quando si corica e maledetto quando si alza; maledetto nell’uscire e maledetto nell’entrare. Possa il Signore mai piú perdonarlo; possano l’ira e la collera del Signore ardere, d’ora innanzi, quest’uomo, far pesare su di lui tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge, e cancellare il suo nome dal cielo; possa il Signore separarlo, per la sua malvagità, da tutte le tribú d’Israele, opprimerlo con tutte le maledizioni del cielo contenute nel Libro della Legge […]. Siete tutti ammoniti, che d’ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, né comunicare con lui per iscritto; che nessuno deve prestargli servizio, né dormire sotto il suo stesso tetto, nessuno avvicinarsi a lui oltre i quattro cubiti [circa due metri], e nessuno leggere alcunché dettato da lui o scritto di suo pugno”.

    Come si vede, la storia si ripete…

    • giuseppe ha detto:

      ho vissuto per qualche hanno negli u.s.a. new york e ho visto con i miei occhi e scoperto che se ce un popolo razzista sono propio ghi ebrei mi dispiace dirlo anche perche anchio ni sento un po ebreo loro i loro i figli li educano in nodo da separarli a livello sociomentale dai ceti bassi con la scusa della religione o usanze mentre chi non e ebreo viene accusato di razzismo o antisemitismo chi vuole educare la loro prole tenendoli lontano dai bambini ebrei allora se lo fanno loro e giustificato se lo facciamo noi siamo antisemiti o razzisti scusate tutti abbiamo il diritto di difenderci o ce l’anno solo ghi ebrei e ghi altri devono essre distrutti a livello culturale sociale ed economico

  2. luca rosi ha detto:

    Un piccolo contributo per una migliore conoscenza della mentalità sionista…

    «Non esiste un popolo palestinese, non è come se noi fossimo venuti qui a cacciarli e a impossessarci del loro paese. I palestinesi non esistono». (Golda Meir in un’intervista al Sunday Times del 15 giugno 1969).

    “Siamo circondati da un mare di odio. Per noi non ci saranno pace e prosperità finché non detteremo le regole con la forza dei pugni. Dobbiamo ridurli alla sottomissione totale oppure dobbiamo prevedere che saremo eternamente oppressi.” (Menahem Begin, Discorso del 3.1.1956)

    “Col sangue e col sudore si alzerà una razza fiera, generosa e crudele.” (Canto del Betar, organizzazione dell’estrema destra ebraica)

    “Voi, abitanti di Israele, non dovete rammollirvi o lasciarvi intenerire, non dovete provare compassione per loro finché non avremo distrutto le sedicente cultura araba, sulle cui rovine noi edificheremo la nostra civiltà”. (Menechem Begin, Conferenza dei capi militari di Tsahal, 28.10.1956)

    Meditate, gente, meditate…

  3. luca rosi ha detto:

    E per finire, un’interessante serie di affermazioni di autori ebraici sullo Stato d’Israele…

    “Gli abitanti del mondo possono essere divisi fra Israele e le altre nazioni prese in blocco. Quello d’Israele è il popolo eletto: dogma capitale”. (Rav Cohen, Le Talmud, Paris, Payot 1986, p.104)

    “L’amara ironia della sorte ha voluto che le stesse tesi biologiche e razziste divulgate dai nazisti, e che hanno ispirato le infamanti leggi di Norimberga, servano di base alla definizione di ebraicità in seno allo Stato d’Israele.” (Haim Cohen, ex giudice della Corte Suprema d’Israele, in Joseph Badi, Fondamental Laws of the State of Israel, New York, 1960, p.156)

    “Le stesse statistiche del governo israeliano mostrano che solo il 15% degli israeliani sono religiosi: questo non impedisce al 90% di essi di affermare che questa terra è stata data loro da Dio (…) al quale non credono.” (Nathan Weistock, Le sionisme contre Israel, Parigi, Maspero 1969, p.315

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