attualità, politica

Se anche al Parlamento israeliano va di moda la segregazione sessuale

La Knesset, il parlamento israeliano

Come minimo, prendono le distanze. Poi, visto che in questi casi si fa a gara a chi si allontana di più, è tutto un «nel nostro Paese queste cose non sono tollerate» e «bisogna condannare in modo assoluto». Peccato che poi, nel bel mezzo del polverone contro gli zeloti di Beit Shemesh e le loro politiche sessiste, ecco, peccato che poi si scopre che un pizzico di discriminazione nei confronti delle donne c’è pure nel cuore del Parlamento israeliano. Si chiaro: questo è nulla in confronto ai marciapiedi per soli uomini e al codice di abbigliamento imposto alle donne. Ma è comunque qualcosa. Tanto da spingere qualcuno a tirare in ballo il vecchio detto – religioso, ovviamente – «chi è senza peccato scagli la prima pietra».

E allora. Succede che alla Knesset, nemmeno tanto di nascosto, le donne siano state estromesse da tutte le manifestazioni canore e le celebrazioni che si svolgono all’interno della struttura. Motivo? «C’è un una regola non scritta, introdotta un po’ di tempo fa, che non prevede più le donne alle cerimonie ufficiali», dicono le gole profonde del Parlamento israeliano al quotidiano Ynet. E spiegano che la presenza femminile viene evitata «per non urtare la sensibilità dei deputati ebrei ultraortodossi». Quasi tutti fanno parte della maggioranza di governo. Quasi tutti sono membri dei partiti che sostengono il premier Benjamin Netanyahu.

Il «protocollo», dicevamo. Ecco, il «protocollo» non viene sempre rispettato, a dire il vero. Ma nelle grandi manifestazioni – come, per esempio, l’inaugurazione dei nuovi lavori parlamentari – le donne vengono relegate in ruoli meno visibili. «Di solito, la prassi è questa», continuano ancora le fonti: «quando in Aula è prevista la presenza di deputati e ministri ultrareligiosi cerchiamo di coinvolgere solo gli uomini».

© Leonard Berberi

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3 thoughts on “Se anche al Parlamento israeliano va di moda la segregazione sessuale

  1. Pingback: La proposta choc di Netanyahu: dividere in due Beit Shemesh « Falafel cafè

  2. bruno d'alessandro ha detto:

    Ritengo che il ruolo della donna debba essere principalmente quello di moglie e di madre. Faccio riferimento alla società italiana all’interno della quale vivo,l’apparente disgregazione sociale che sempre più caratterizza il nostro modo di essere società,è dovuto in gran parte alla prevaricazione da parte femminile di ruoli prettamente maschili.In particolare,la donna che lavora,è
    la causa principale della disarmonia matrimoniale e delle conseguenti rotture di rapporti coniugali,separazioni e divorzi.
    In un matrimonio corretto,la donna in genere deve assumere un apparente stato di sottomissione alla figura maschile,perché questo è nell’ordine naturale delle cose.
    Possibilmente la donna deve essere priva di reddito,questo per favorire l’interdipendenza coniugale,quando ci si ama davvero,la coppia va alla grande,il marito è contento e soddisfatto e la moglie più di lui,la prole viene educata e controllata in maniera idonea ed efficace e questa cellula sociale,si inserisce in maniera armonica e funzionale nel tessuto sociale.
    Lasciamo stare questioni del tipo segregazione sessuale,il problema non può essere questo.

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