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Gilad Shalit, un’autobiografia del Medioriente

Un dramma popolare, come i popoli del Medioriente ne conoscono tanti. Una grande prova di mobilitazione del popolo israeliano, per un suo figlio. Gilad Shalit “sarà liberato presto”. Parola del Premier Benjamin Netanyahu. Il suo rapimento accompagna le vicende mediorientale dal 2006, e nel mondo è diventato il simbolo – uno in più – di un conflitto infinito. Solo quando sarà libero ci si potrà credere. Nel mezzo, cinque anni di azioni militari, servizi segreti, liberazioni di prigionieri, e bombardamenti.

continua sul sito Linkiesta.it

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