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Gli agenti segreti israeliani raccontano gli omicidi (mirati) in Palestina

«Vedi questo? Si chiama Basim Subeih, è un giovane palestinese. Ovviamente l’ho ucciso io». Oren Beaton non accenna la minima emozione mentre parla davanti alla telecamera. Indossa una polo scura di un noto marchio occidentale, ha un pizzetto sottilissimo e occhiali “Ray Ban” sfumati. Dietro di lui c’è il sole al tramonto e delle barche che si agitano lentamente. (leggi il resto QUI)

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attualità

E il rabbinato di Gerusalemme nega la lapidazione del cane

Qualcuno dovrà chiedere scusa al rabbino Yehoshua Levin. Qualcuno, poi, dovrà farlo anche con migliaia di lettori. Perché quella che è sembrata una notizia “bestiale” – non solo perché di animali si parlava, ma anche perché c’era dentro un bel po’ di cattiveria –, in realtà si è rivelata una cosa infondata. Peggio: una bufala. Peggio ancora: una patacca. Una polpetta avvelenata – per restare in tema – raccolta, confezionata e servita per il pubblico di lettori via web sempre più affamati di leggere i resoconti su ragazzini che pisciano nei vasi dell’acqua pubblica o, appunto, cani lapidati per decreto religioso. (Leggi il resto QUI)

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attualità

Addio a Yonah e Mietak, protagonisti (buoni) dell’Olocausto

Se ne sono andati entrambi nel giro di dieci giorni. Non uomini qualunque. Ma persone che hanno scritto – ciascuno – pagine di storia. D’Israele. E del mondo. Loro sono Yonah Elian e Mietak Pemper. Ottantotto anni il primo, novantuno il secondo. Divisi dalla geografia, dai percorsi di vita, dal contesto sociale. Ma uniti da un’unica vicenda: l’Olocausto. (continua QUI)

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attualità, politica

Netanyahu, Haaretz, le parole “incomprese” e il bunga bunga

Più che un’edizione speciale, un numero esplosivo. Così tanto, da avere – per qualche ora – fatto sobbalzare le cancellerie di mezzo mondo. Perché il titolo di apertura – sia nella versione ebraica, che quella inglese – non lasciava spazio ad altre interpretazioni: «Netanyahu: non c’è soluzione al conflitto israelo-palestinese». Boom! È a quel punto è scoppiata la rissa (verbale) tra redazione e staff governativo. (continua QUI)

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L’accusa di Hamas: “Emergenza sanitaria a Gaza”. Ma Israele smentisce

C’è crisi. Grossa crisi. Crisi? Ma quale crisi?. Potremmo riassumerla così la nuova «emergenza sanitaria» sulla Striscia di Gaza. «Emergenza» rilanciata con grande evidenza da Al Jazeera e Press Tv, l’emittente iraniana all news in lingua inglese (guarda il video sotto). Ecco, dicono le due tv – rilanciando l’allarme di Adham Abu Salmiyah, portavoce dei servizi medici locali e del pronto soccorso – che «centinaia di pazienti di Gaza sono in grave pericolo di vita se, entro le prossime 48 ore, non avranno accesso a specifici medicinali». (continua QUI)

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Polizia israeliana sotto accusa per il fermo di un ebreo Usa

«Mi hanno preso con la forza senza motivo e mi hanno pure menato». «No, ha attaccato un ufficiale di polizia, per questo l’abbiamo arrestato». Mentre Netanyahu volava a Roma, a Gerusalemme scoppiava l’ennesima polemica contro i metodi violenti di parte delle forze di sicurezza. A rafforzare la discussione ci si è messo di mezzo anche un video amatoriale che ha ripreso quasi tutta la scena dell’intervento e quindi dell’arresto. (leggi il resto QUI)

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attualità

Nella Gerusalemme religiosa la pubblicità non è donna

Quartiere che vai, pubblicità che trovi. In Israele, a seconda del tipo di popolazione che vive in un’area, i poster si adeguano. Così succede che se in tutto lo Stato ebraico Banca Hapoalim espone grandi manifesti con un uomo e una donna (Alma Zack, un’attrice) che reggono il vessillo nazionale, in certi quartieri ultraortodossi di Gerusalemme così come nella cittadina religiosissima di Bnei Brak la ragazza sparisce per lasciare il posto a Dan Haschan, un nano. (leggi il resto qui)

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