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INCHIESTA / Controllo degli snodi energetici e delle miniere di bauxite: la Global Cst nel Caucaso e in Guinea

Non c’è solo l’America Latina, negli interessi della Global Cst di Israel Ziv. Un altro fronte caldo – dal punto di vista strategico ed economico – è il Caucaso con tutte quelle tubature che dalle ex repubbliche sovietiche porta gas e petrolio verso l’Europa.

La guerra nel Caucaso. Gli snodi energetici sono quelle che attirano la Global Cst anche in Georgia. Il presidente Saakashvili ha urgente bisogno di fare due cose: respingere i russi oltre l’Ossezia del Sud e, soprattutto, allontanarli dall’oleodotto BTC (Baku-Tbilisi-Ceyhan). Con Mosca alla larga, infatti, la Georgia può spartirsi i proventi delle tubature che passano sul proprio territorio. Snodi importanti che, a differenza della Caspian Pipeline Consortium, non consentono alla Russia il controllo delle risorse dell’area.

Le cose, per la Georgia, non andranno proprio bene. Nemmeno per la Global Cst, marchiata dal governo russo come elemento destabilizzante. Però resta la capacità della società di addestrare in poco tempo e di organizzare l’invasione di una intera regione con pochi mezzi a disposizione. In caso di esito positivo della guerra, la Georgia avrebbe affidato tutta la sicurezza della parte di oleodotto che passa sul suo territorio e quella del presidente del Paese proprio alla Global Cst.

La depurazione dell’acqua in Guinea. Quella del Paese africano è forse una delle pagine più oscure della società israeliana. Soprattutto perché sono ormai verificate le relazioni pericolose con Moussa Dadis Camara, ufficiale dell’esercito e autore del colpo di Stato il 23 dicembre 2008. Ora Camara si trova fuori dal Paese, ma pende su di lui l’accusa di crimini contro l’umanità firmata dalla Corte penale internazionale.

Moussa Dadis Camara, l'autore del golpe militare in Guinea

«Israele non vuole che le sue società d’intelligence privata vadano in giro per il mondo ad armare e a rafforzare regimi dittatoriali», racconta la fonte qualificata. E infatti alla Global Cst era stato il via libera a insediarsi a Conakry, capitale della Guinea, allo scopo di «verificare possibili fronti di investimento dello Stato ebraico». Solo che pochi mesi dopo, i servizi di sicurezza israeliani scoprono che gli uomini di Israel Ziv erano lì a fare tutt’altro: a vendere armi e bombe al regime di Camara.

Il 18 maggio 2010 Shlomo Dror, portavoce del ministero israeliano della Difesa, annuncia che «la Global Cst è stata multata per attività non autorizzate in Guinea». Il giornale Haaretz parlò di una «multa risibile» di 25mila dollari. Ma l’amministratore delegato Ziv ha sempre smentito la notizia. Anzi ha rilanciato dicendo che la sua società si trovava lì per fare del bene. E cioè: sminare il terreno e depurare l’acqua, in modo da renderla potabile per la popolazione.

Agli inizi di quest’anno, su YouTube è apparso anche un video, come a provare che la depurazione era davvero in atto. Ma la nostra fonte svela altro. «La Global Cst, stando alle informazioni in mio possesso, vuole accreditarsi anche in Guinea perché questo è il secondo produttore al mondo di bauxite (dopo l’Australia, nda), ma il primo per riserve stimate. Per non parlare dei giacimenti di uranio, ferro, diamanti, oro». L’obiettivo della società è sempre lo stesso: garantirsi l’appalto per la sicurezza degli impianti di estrazione.

Non solo. Secondo la fonte, è dalle campagne della Guinea e dalle file dell’esercito di Moussa Dadis Camara che arriva la maggior parte dei mercenari portati un po’ ovunque in Africa, a combattere soprattutto al fianco dei governi e contro i civili. Tra questi paesi ci sarebbe anche la Libia (fine terza parte)

© Leonard Berberi

Leggi la prima parte: Fatti (e misfatti) dell’israeliana Global Cst: dalla Betancourt all’Ossezia

Leggi la seconda parte: Vendita di armi e sicurezza degli impianti: la Global Cst in America Latina

Leggi la quarta parte: Gheddafi, la Russia e la Global Cst: l’accordo miliardario e la punizione all’Italia

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2 thoughts on “INCHIESTA / Controllo degli snodi energetici e delle miniere di bauxite: la Global Cst nel Caucaso e in Guinea

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