attualità

Alla tv israeliana va in onda (per finta) la scuola secondo gli ultranazionalisti

Come sarebbe un asilo gestito dagli ultranazionalisti di Im Tirtzu? Che cosa imparerebbero i bambini? Con quali principi crescerebbero? La risposta – in un momento in cui l’associazione s’è scagliata contro le ong israeliane – l’hanno data gli autori di “Eretz Nehederet” (“Una terra splendida”, in ebraico), il programma televisivo satirico più seguito e irriverente del Paese in onda sull’emittente privata Canale 2. E in una clip di due minuti vengono sintetizzate le tensioni ideologiche del Paese.

Nel video ironico si vede questo asilo – immaginario – di Tel Aviv pieno di bambini. Ad un certo punto la maestra spiega ai minori che l’argomento della giornata è la Pace. «Chi mi sa dire perché abbiamo bisogno di pace?», chiede la donna ai piccoli. «Quale pace? Con chi dovremmo fare la pace?», domanda una ragazzina. «Non c’è nessuno dall’altra parte con il quale possiamo dialogare». «Hai ragione», replica la maestra. «Sono stata una simpatizzante di sinistra, ma adesso sono una delusa», interviene un’altra bambina. «È dimostrato che rimuovere gl’insediamenti non porta la pace», fa eco un’altra.

«E allora perché il mondo ce l’ha con noi?», continua a domandare l’insegnante. «Il nostro problema risiede nelle pubbliche relazioni», spiega un piccolino. Che continua a ripetere lo stesso concetto, ma la questione è un’altra. «Chi di voi sa come chiamiamo il resto del mondo?», chiede la donna tenendo un mappamondo in mano. «Antisemiti», rispondono i minori.

Il perché è presto detto. «Gli italiani hanno aiutato i nazisti», iniziano a cantare i bambini. «I francesi hanno avuto la dittatura di Vichy, i turchi hanno massacrato armeni e i curdi, i norvegesi hanno ucciso tutti i salmoni». Quindi, il messaggio rivolto al resto del Pianeta: «Non fateci la morale». E ancora: «Non ci sarà un’altra Auschwitz», «Date loro la Giudea e la Samaria e vorranno anche Haifa». «Loro» sono gli arabi, chiamati nel filmato «minaccia demografica». E via così, fino all’inno nazionale. In attesa che qualcuno fermi la commissione parlamentare d’inchiesta istituita per indagare sui finanziamenti alle ong israeliane. Un modo – dicono i sostenitori delle organizzazioni – «per mettere il bavaglio a chi critica il governo Netanyahu».

© Leonard Berberi

Leggi anche: Berlusconi show (made in Israel)

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...