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Nazareth, finisce in cella il sindaco che ha “rubato il Natale” ai cristiani

Forse pensava che, nel peggiore dei casi, sarebbe andata a finire come nel film “Il Grinch”. Quello dove, dopo aver rubato il Natale a grandi e piccini, il mostriciattolo verde si convertiva allo spirito festivo. E invece la realtà è stata un’altra. Ben peggiore. Si potrebbe persino sospettare che qui c’è lo zampino di Dio. Perché, pochi giorni dopo aver vietato la pubblica esposizione degli alberi di Natale nella sua città, Shimon Gapso, il primo cittadino di Nazareth Illit (la parte alta della città a maggioranza ebraica), è stato arrestato dalla polizia, assieme al suo capo di gabinetto e a un assistente.

«L’uomo che ha rubato il Natale», come l’hanno chiamato molti cronisti, è sospettato di aver ricevuto «bustarelle» per decine di migliaia di euro da un uomo d’affari in cambio della concessione di licenze municipali.

Il sindaco Shimon Gapso dopo aver reso le sue dichiarazioni al giudice che si occupa delle indagini per corruzione (foto Ma'ariv)

Il municipio di Nazaret, in un comunicato, ha affermato che «il sindaco è convinto della sua innocenza ed è certo che la verità verrà alla luce». «Questo è un complotto nei miei confronti», ha detto il primo cittadino attraverso i suoi legali. «Mi hanno incastrato persone che non volevano che io rompessi il regime di monopolio nella gestione del mercato cittadino». Ma alcuni esponenti dell’opposizione che siedono al consiglio comunale hanno rivelato di aver trasmesso alla polizia materiale compromettente ai danni di Gapso.

Nei giorni scorsi Gapso aveva respinto respingere la richiesta della locale minoranza arabo-cristiana di esporre almeno un alberello di Natale in una piazza cittadina. In un’intervista alla radio militare il primo cittadino aveva sostenuto di essere stato eletto per garantire «il carattere ebraico di Nazareth Illit» e aveva detto di trovare fuori luogo qualsiasi ostentazione di simboli cristiani.

«Se a qualcuno non sta bene alle prossime elezioni che voti un sindaco diverso», aveva poi troncato qualsiasi accenno di critica. Ma dietro, almeno secondo il quotidiano Ma’ariv, Gapso aveva cercato di venire incontro alla popolazione cristiana locale autorizzando l’esposizione di ghirlande in un rione in prevalenza arabo della città, visitando asili-nido cristiani e distribuendo ai bambini pupazzi raffiguranti Babbo Natale. Ma forse è stato un pentimento troppo tardivo.

Leonard Berberi

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