attualità

Tragedia del monte Carmelo: ecco le notizie di secondo piano

Sull’incendio del monte Carmelo, a nord di Haifa (42 morti, migliaia di ettari bruciati e circa ventimila sfollati), è stato riportato di tutto. Eccovi una rassegna, molto veloce, di quello che è stato scritto da agenzie e quotidiani in questi giorni. Tolte, ovviamente, le notizie più importanti sul disastro ambientale.

UN PO’ PIU’ VICINI L’incendio sul monte Carmelo potrebbe riavvicinare Israele e Turchia. Per la prima volta da quando ha assunto la guida del governo un anno e mezzo fa, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato oggi al telefono con il collega turco Recep Tayyp Erdogan. E lo ha fatto per ringraziare la Turchia, che è stato fra i primi paesi a far arrivare i suoi aerei anti incendio. Erdogan ha espresso il suo dolore per le vittime dell’incendio e ha sottolineato la disponibilità della Turchia ad offrire altro soccorso. I rapporti fra Israele e Turchia, un tempo molto stretti, si sono raffreddati in primavera dopo il raid israeliano contro la Freedom Flotilla in cui sono morti nove attivisti turchi.

YOM KIPPUR – PART 2 La stampa israeliana non ha fatto sconti al governo Netanyahu sulla gestione dell’incendio e ha puntato il dito contro il titolare degli Interni, Eli Yishai (destra religiosa ebraica), clamorosamente latitante durante le prime ore della tragedia. Yedioth Ahronoth ha irriso il governo per aver testato e celebrato di recente il ruolo della protezione civile di fronte ipotetici attacchi missilistici senza accorgersi della mancanza di un dispositivo anti-incendi decente. Haaretz ha scritto che i vigili del fuoco israeliani sono «da terzo mondo» e – come Maariv – ha denunciato «lo Yom Kippur dei servizi d’emergenza»: tracciando un paragone da brividi, per la memoria collettiva israeliana, fra l’impreparazione mostrata sul Carmelo e il modo in cui i vertici politico-militari del Paese si fecero cogliere di sorpresa all’inizio della guerra del 1973.

BENE, GRAZIE, BIS Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato il presidente palestinese Mahmoud Abbas per l’aiuto prestato da vigili del fuoco palestinesi contro il gigantesco rogo al Monte del Carmelo, nei pressi di Haifa. Abbas, è scritto nella nota, nel corso di una telefonata con il premier israeliano «ha presentato le sue condoglianze al popolo d’Israele per le vittime dell’incendio e ha annunciato che sarebbe lieto di portare tutto l’aiuto necessario». Netanyahu, prosegue il comunicato, «l’ha ringraziato per la sua offerta, sottolineando che vicini dovrebbero sempre aiutarsi fra loro». E ha aggiunto che Israele si doterà di una flotta di Canadair contro gli incendi, «che sarà a disposizione dei palestinesi in caso di necessità».

LA MANO DEL “NEMICO” Una ventina di pompieri a bordo di tre autopompe e di un automezzo logistico, inviati dall’ Autorità nazionale palestinese (Anp), sono entrati domenica dalla Cisgiordania in Israele per partecipare alle operazioni di spegnimento del gigantesco incendio che dallo scorso giovedì sta distruggendo migliaia di ettari di bosco sul monte Carmelo, alle porte di Haifa. «Siamo arrivati qui – ha detto il portavoce dei vigili del fuoco palestinesi Loay Odeh – su richiesta del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) e del premier Salam Fayyad per partecipare a una missione umanitaria».

TERRORISTI SENZ’ANIMA (VERDE) La polizia israeliana non crede che il gigantesco incendio che ha distrutto i boschi che coprono il monte Carmelo vicino a Haifa abbia una matrice dolosa. E non ha alcuna eco in Israele l’affermazione fatta su internet da un gruppo che si cela dietro una sconosciuta sigla di Mujaheddin stando al quale l’incendio sarebbe stato causato da una delle cellule terroristiche legati alla galassia che ruota attorno a Al Qaida.

PUNIZIONE DIVINA / 1 Ci sarebbe la mano divina, decisa a punire qualche peccato di troppo, dietro l’incendio che da giorni sta devastando il promontorio del Carmelo, vicino a Haifa, nel nord d’Israele. A sentenziarlo, senza esitazioni, è l’anziano e influente rabbino Ovadia Yossef, guida spirituale del partito ebraico sefardita Shas (destra religiosa ortodossa), determinante negli equilibri del governo di Benjamin Netanyahu. Parlando ai fedeli nel corso del tradizionale sermone del sabato, Yossef si è mostrato convinto – Torah alla mano – che la colpa dell’accaduto debba ricadere su coloro che, fra gli sfortunati abitanti della zona investita dalle fiamme, sono soliti «dissacrare il riposo dello Shabat».

PUNIZIONE DIVINA / 2 L’incendio del Monte del Carmelo è una «punizione divina». A sostenerlo è stato Ismail Haniyeh, il premier di Hamas a Gaza. «Questo incendio – ha detto ai giornalisti mentre si recava alle preghiere a Gaza City per chiedere pioggia – sono una punizione divina per quel che gli israeliani hanno fatto».

© Leonard Berberi

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...