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Israele, un grande campo nel deserto del Negev per i clandestini africani

Un grande campo in mezzo al deserto del Negev. Più che un campo, un centro profughi. Dove far confluire i circa diecimila immigrati africani che sono entrati illegalmente dal confine egiziano. Per ora è solo una bozza. Ma domenica pomeriggio potrebbe diventare realtà, se il governo dovesse approvarlo. Insieme all’inasprimento delle pene per i datori di lavoro che reclutano manovali clandestini.

Il campo, secondo i quotidiani israeliano, sarà gestito dall’Autorità per le prigioni. I clandestini riceveranno vitto, alloggio e assistenza sanitaria, ma non potranno lavorare. L’ufficio del premier Benyamin Netanyahu ha detto che «La struttura ospiterà persone che sono entrate nel Paese illegalmente e che non possono essere espulse, come cittadini del Sudan e dell’Eritrea», hanno precisato dall’ufficio del premier Netanyahu. Ricordando anche che «impianti simili esistono anche in altri Stati occidentali come Olanda, Australia e Italia». Pazienza se in Italia, i vari Cie (centri di identificazione ed espulsione) e Cara (centri di assistenza per i rifugiati) sono in subbuglio per le condizioni poco umane.

Israele è preoccupata dal crescente numero di clandestini africani che ogni anno passa il confine. La barriera che stanno costruendo al confine con l’Egitto pare non stia funzionando più di tanto. Per questo i vertici politici e religiosi temono che possa essere messo a rischio il carattere ebraico del Paese. L’Autorità per la popolazione e l’immigrazione ha comunicato che in Israele ci sono 34.556 clandestini.

Leonard Berberi

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