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Ynet, Maan News e le accuse di manipolazione delle notizie

La vicenda si potrebbe derubricare a una semplice “questione di prospettiva”. Se non fosse per il fatto che su quest’argomento potrebbe prendere piede un nuovo fronte di scontri tra israeliani e palestinesi. E la stampa, stavolta, ha un ruolo di primo piano.

Ynet, uno dei giornali online più letti in Israele e nel mondo (grazie all’edizione in inglese sempre aggiornata), ecco Ynet finisce sott’accusa. Più di una settimana fa – il 7 novembre – ha pubblicato un articolo che non lasciava spazio a dubbi: “I simpatizzanti della sinistra danno fuoco ai terreni di Gush Etzion”. Gush Etzion, per intenderci, è uno dei più grandi insediamenti ebraici, pochi chilometri a sud di Betlemme.

Nell’articolo, a provare quell’accusa, è stato inserito anche un video. Dove si vedono alcune persone che stanno dando fuoco a qualcosa in mezzo alle sterpaglie. Il filmato dura 21 secondi e ha un titolo poco giornalistico: “Incastrati dalla telecamera: gli anarchici al lavoro”.

Scrive l’articolo che «sei israeliani e alcuni palestinesi hanno appiccato il fuoco nei pressi dell’insediamento di Bat Ayin, blocco di Gush Etzion». «I coloni – continua il pezzo – hanno detto di aver visto queste persone dare via alle fiamme verso le 11». Quindi si citano le parole di Dov Mark, supervisore delle terre per l’area di Gush Etzion: «Questo è un metodo palestinese di appropriarsi delle nostre terre che noi conosciamo fin troppo bene», dice Mark.

Passano i giorni. Più di qualche colono chiede rinforzi militari per evitare che «i palestinesi brucino le nostre coltivazioni». Netanyahu ha la testa altrove. E anche i media. Fino a quando, i cronisti dell’agenzia di stampa palestinese, Maan, scoprono che quello di Ynet è un servizio fasullo.

Il video dell’agenzia palestinese Maan News

Perché quello che veniva descritto come un gesto anti-israeliano in realtà era un’operazione congiunta tra coltivatori palestinesi e attivisti dell’International Solidarity Movement per pulire il terreno dalle sterpaglie consentendo così ai contadini di seminare il terreno. E anche qui viene mandato in rete un video. La situazione è la stessa, ma la prospettiva è diversa. La scena è ripresa da più in basso e da più vicino.

Ynet non smentisce la sua versione. Maan insiste perché venga corretto. Mentre i corrispondenti dell’agenzia internazionale Afp confermano sostanzialmente la descrizione data dai colleghi palestinesi. Nelle frizioni israelo-palestinesi la stampa non sta per niente aiutando. Qualche volta, anzi, aizza pure.

© Leonard Berberi

Leggi anche: Da Ariel a Gush Etzion, ecco i cinque più grandi insediamenti israeliani (del 21 settembre 2010)

Le olive diventano il nuovo campo di battaglia (del 31 ottobre 2010)

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