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Tre nuove foto mettono in imbarazzo l’esercito israeliano

Arrivano dritte dalla guerra di Gaza (2008) le nuove foto destinate ad alimentare le polemiche contro i soldati israeliani. Il gruppo di attivisti “Breaking the silence” ha reso pubbliche tre istantanee in cui si vedono i misfatti dei militari dell’esercito dello Stato ebraico.

Nella prima foto c’è un soldato che punta il fucile contro un palestinese che sembra essere un detenuto. In una seconda istantanea si vede un altro militare mentre sbeffeggia – armato di fucile – una donna palestinese nella cucina di casa. Nell’ultima foto, un soldato scrive sul muro di una abitazione di Gaza la parola – e minaccia – “torneremo”.

«Purtroppo queste nuove immagini non sono l’eccezione dell’esercito israeliano, ma la regola», ha commentato il fondatore di “Breaking the silence”, Yehuda Shaul. «I conflitti del nostro Paese sono pieni di abusi di questo tipo. E anche qualcosa di peggio». (l.b.)

Guarda il servizio di Russia Today

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3 thoughts on “Tre nuove foto mettono in imbarazzo l’esercito israeliano

    • Che ci siano abusi – non solo nell’esercito israeliano, ma in tutti i corpi militari del mondo – non c’è dubbio. Quello che a me insospettisce è il tempismo: da un paio di mesi non si fa altro che parlare dell’argomento. Non vorrei fosse un modo – uno dei tanti – per colpire lo Stato ebraico. Anche perché gli abusi dei soldati americani e britannici sono stati ormai dimenticati.

      • Sono dell’idea che se la notizia è vera non c’è opportunità politica che tenga, va data. Che poi ci siano persone che ne approfitteranno per portare avanti la loro linea di Israele-stato-brutto-e-cattivo non ci sono dubbi, ma non possiamo accettare che il diritto di cronaca scenda a patti con esigenze politiche, per cui non si dà una notizia perché sennò Israele viene messa in cattiva luce. Al di là di questo, che è una riflessione su come io intendo il giornalismo, non metto in dubbio che gli abusi ci siano in molte forze armate, e anche se è per questo nelle forze di polizia (basta vedere quanto è successo in Italia con la Diaz e i casi Aldovrandi e Cucchi); per cui non penso che Tsahal sia né migliore né peggiore di altri eserciti – anche se al contrario di altri eserciti non fa altro che parlare di “purezza delle armi” e “etica dell’esercito” e quindi si attira qualche critica in più quando viene fuori che non è così. Dico solo che mi spaventa vedere quanto la pratica di abusare – magari anche solo deridendoli con una foto – delle persone che ti sono soggette sia diffusa, e soprattutto quanto sia apparentemente tollerata, perché non ci credo che nemmeno uno di questi casi sia arrivato alle orecchie dei vertici militari. Non mi piacerebbe che mio fratello si trovasse inserito in una struttura in cui è frequente che il più forte abusi del più debole. E soprattutto mi fa pena chi questi abusi li subisce.

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