attualità, economia

Continua la crisi dei prodotti agricoli. Dalle tavole rischia di sparire anche l’hummus

Dopo i pomodori, tocca all’hummus. Uno dei piatti tipici israeliani rischia di sparire per un po’ dalle tavole delle case e dei ristoranti. La carenza di legumi – a causa della siccità e degl’incendi – ha ridotto nello Stato ebraico le scorte di uno dei componenti principali dell’hummus: i ceci.

«Ci aspettiamo nell’immediato futuro una carenza di prodotti naturali salati», ha detto al quotidiano online Ynet Moshe Kauftell, amministratore delegato della Miki Delicatessen, uno dei maggiori produttori della salsa di ceci. «Questo vuol dire che i prezzi dei prodotti come l’hummus saranno ritoccati al rialzo».

Nel frattempo, sono a rischio intere linee di produzione. E Kauftell non nasconde le critiche nei confronti dell’esecutivo Netanyahu: «I ministeri della Finanza e dell’Agricoltura non hanno fatto nulla per arginare la crisi e per ora si rifiutano anche di ridurre le tasse sull’importazione di legumi e verdure».

Accuse che il ministero dell’Agricoltura ha respinto. «Non è vero che non facciamo niente – hanno detto i funzionari –. E non sono fondati gli attacchi sulle imposte: la tassa su ogni chilo di hummus è di appena 20 centesimi di euro. Meno di così ci resta solo l’eliminazione della tassa».

Leonard Berberi

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