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Cisgiordania, l’adozione di un libro “bipartisan” nelle scuole palestinesi diventa un giallo

«Questa è la versione palestinese. E ora, per favore, girate pagina, per sapere quella israeliana». Per una volta la Cisgiordania precede lo Stato ebraico. Almeno nei libri di testo adottati dalle scuole. Almeno per fare un passo avanti. Forse. Perché quello che all’inizio sembrava essere uno schiaffo alla democrazia israeliana, dopo qualche ora è stata smentita da ufficiali palestinesi.

Facciamo un passo indietro. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l’Autorità nazionale palestinese avrebbe deciso di adottare il libro “Imparare la narrativa storica dell’altro”, un testo che racconta la storia del Medio oriente dal punto di vista sia dei palestinesi che degl’israeliani. Sarebbe la prima volta per gli studenti della Cisgiordania quella di conoscere anche la versione degli ebrei.

La copertina del testo con entrambe le versioni della storia mediorientale

Lo stesso libro, l’anno passato, era stato bocciato dal ministero dell’Educazione dello Stato ebraico. E tra pochi giorni il dicastero dovrà vedersela con il primo “ribelle”: Aharon Rothstein, preside del liceo Sha’ar Hanegev, vicino a Sderot. Rothstein «dovrà chiarire» perché ha deciso di adottare quel testo.

«I palestinesi dimostrano di essere più avanti del nostro ministero dell’Educazione quando si tratta di far conoscere l’altra versione sul conflitto», ha detto al quotidiano Haaretz un funzionario addetto alla gestione del libro contestato. E ha aggiunto che tutto questo «è una situazione imbarazzante».

Solo che – citato dall’agenzia palestinese Maan News Agency – un funzionario del ministero dell’Educazione di Ramallah ha smentito l’adozione del testo con la versione “sionista”.

L’unica cosa certa, per ora, è che all’interno del testo c’è il lavoro di docenti israeliani, palestinesi e svedesi, coordinati da Dan Bar-On, docente dell’università Ben Gurion del Negev, e Sami Adwan dell’ateneo di Betlemme. Questa collaborazione ha soprattutto un obiettivo: promuovere la coesistenza tra i popoli. Pagina dopo pagina.

I primi a beneficiare di questi libri di testo saranno due licei nei pressi di Gerico. L’ultima edizione è scritta in tre lingue (arabo, ebraico, inglese) e prevede uno spazio dove gli studenti possono scrivere le loro annotazioni a margine di ogni capitolo.

Leonard Berberi

(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 ottobre, ore 23.38)

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4 thoughts on “Cisgiordania, l’adozione di un libro “bipartisan” nelle scuole palestinesi diventa un giallo

  1. Aha. “L’Autorità nazionale palestinese ha deciso di adottare il libro”
    Pero’ Maan, agenzia di stampa palestinese, dice esattamente il contrario:

    Palestinian Authority Ministry of Education official denied on Monday approving a textbook which teaches schoolchildren the Zionist and Palestinian narrative.
    A member of the PA ministry’s curriculum committee Thwarwat Zaid rebuffed a report in Israeli daily Haaretz that the textbook had been approved and said the committee neither knew of the book nor read it.

    http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=323091

    • Caro Nahum, questo è un blog aperto. E infatti il pezzo è stato aggiornato. Solo che se tu avessi letto attentamento il post, avresti scoperto che non lo scrivo io che l’Anp ha adottato il libro bipartisan, ma il più quotato Haaretz. Poi uno può pensarla come vuole. Ciao

  2. Io l’ho letto sette anni fa, quando è uscito in Italia, tra l’altro anche con la stessa copertina. Mi permetto di incollare qui la recensione che ho scritto a suo tempo, che forse potrà dare un’idea dell’alto valore educativo del libro “bipartisan”.

    Confesso: a pagina 35 mi sono fermata. Perché non sono più tanto giovane. E poi ho anche l’ulcera e quindi, scusate, qualche riguardo me lo devo proprio. E come può reagire una povera ulcera, leggendo un passo come questo? “Al 1917 si aggiungono gli anni 1929, 1933, 1936, 1947, 1948, 1967, 1987, 2002, e tante altre date ancora, che rappresentano le infinite tragedie, guerre, sofferenze, uccisioni, distruzioni, esili e altri disastri subiti dal popolo palestinese”. Ora, noi che di cose israelo-palestinesi ne mastichiamo da un bel po’, sappiamo benissimo che quelle sopra riportate sono date di immani massacri di ebrei da parte degli arabi, di guerre scatenate dagli arabi per distruggere Israele e sterminare gli ebrei e altre simili amenità, ma la maggior parte dei lettori, che già faticano a ricordare le cose dell’altroieri, che cosa ne possono sapere? “Coraggio individuale e intelligenza collettiva”, “rispetto reciproco dell’altro” “ammirevole accettazione di coesistere”: queste cose, secondo le varie presentazioni, introduzioni, prefazioni, troviamo in questo libro, in cui un gruppo di professori israeliani e uno di professori palestinesi scrivono, separatamente ma in contemporanea, la “storia di Israele”. Fra virgolette, naturalmente, visto che la storia raccontata dai palestinesi è quanto di più fantasioso si possa immaginare: ci narrano di un Sir Moses Montefiore che già dal 1845 aveva progettato l’espulsione di tutti gli arabi dalla Palestina; di un Israele che occupa il 77% della Palestina, quando sappiamo che il 78% è occupato dalla Giordania (su terra rubata dalla Gran Bretagna ai pionieri ebrei!) e il rimanente 22% è ulteriormente diviso fra ebrei e arabi; arrivano ad affermazioni deliranti come questa: “Questo portò all’usurpazione della patria e alla dispersione di un intero popolo, fatto senza precedenti nella storia”, e sono talmente bravi storici da confondere gli arabi con gli ottomani e la Palestina con l’Asia Minore! Facile ipotizzare che il lettore comune immaginerà che ognuna delle due parti tiri acqua al proprio mulino, farà la tara ad entrambe le versioni e concluderà che la verità sta più o meno nel mezzo.
    Comunque, io ho l’ulcera, ma voi, anche se non l’avete, lasciate perdere lo stesso: sarebbero in ogni caso tempo e soldi buttati via.

  3. Pingback: Il ministero dell’Istruzione palestinese: non abbiamo mai approvato il libro bipartisan « Falafel cafè

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