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E nelle esercitazioni israeliane spunta la creazione di un “campo di concentramento”

(foto di Uriel Sinai/Getty Images per Army Times Publishing)

Ci sarebbe pure la creazione di un vero e proprio campo di concentramento nelle esercitazioni che si sono svolte in gran segreto nella provincia di Golani (alta Galilea) giovedì scorso. Con uno scenario che, a differenza delle altre volte, risulterebbe tra i più credibili: l’espulsione dei palestinesi dal territorio israeliano in seguito all’approvazione del piano Lieberman. La notizia è stata resa pubblica dal quotidiano online Kol Yisrael e non è stata smentita dai vertici di Gerusalemme.

L’esercitazione – che ha coinvolto polizia ed esercito dello Stato ebraico – prevede come scenario una possibile reazione al trasferimento forzato fuori Israele dei palestinesi presenti soprattutto al Nord. Reazione che dovrebbe essere scatenata da Hamas e attuata da residenti palestinesi in Cisgiordania e parte della popolazione araba presente in Galilea con tanto di attentati, agguati, manifestazioni violente contro la popolazione e contro gl’interessi israeliani.

È a questo punto che spunterebbe l’idea del campo di concentramento: per contenere gli elementi più estremisti. Chi ha avuto accesso ai documenti dell’esercitazione parla proprio di questo: un territorio controllato militarmente nella provincia di Golani, recintato con il filo spinato e con costruzioni provvisorie. In tutta questa ricostruzione, però, manca un elemento importante: il day after. Nessuno, infatti, è riuscito a capire quali mosse, quali interventi lo Stato ebraico dovrebbe attuare il giorno dopo aver rinchiuso i palestinesi più violenti in quest’area.

L.B.

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6 thoughts on “E nelle esercitazioni israeliane spunta la creazione di un “campo di concentramento”

  1. Andrea ha detto:

    Ammesso che quanto riferito dal quotidiano sia vero, io lo chiamerei invece “campo di detenzione” o “di internamento”, per non creare velenose (e false) similitudini con i campi di concentramento nazisti, come ad es. Auschwitz. Peraltro nei campi di internamento il trattamento di prigionieri civili e militari è regolato dalla III e IV Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949.

    • antonio ha detto:

      la similitudine non regge, perchè i lager erano campi di STERMINIO, non semplici campi di concentramento, dove teoricamente non si dovrebbe uccidere nessuno.
      In ogni caso, non c’è bisogno del paragone coi nazisti per sottolineare l’estrema gravità del piano di Lieberman, che considera i palestinesi di fatto come nemici da espellere alla prima occasione possibile. Si chiama pulizia etnica, e non l’hanno fatta solo i nazisti

  2. Ferma restando la premessa di Andrea (“ammesso che sia vero”) sarebbe anche il caso di precisare che il piano Lieberman prevede SCAMBI DI TERRITORI, ossia territori al di là della linea verde densamente popolati da israeliani diventano israeliani e territori attualmente all’interno della linea verde intensamente popolati da arabi diventano palestinesi. Dire cose diverse significa fare disinformazione.

    • In realtà il piano Lieberman ha un solo obiettivo: cacciare gli arabo-israeliani dal territorio ebraico. Non è un mistero, e del resto lui non l’ha mai nascosto. L’oggetto del pezzo non è il piano Lieberman, quanto il fatto che l’esercito si sia esercitato (l’azione mi è stata confermata da un paio di cronisti israeliani) su una cosa che potrebbe turbare la normalità israeliana. Se poi per te, Barbara, è disinformazione… ognuno ha le sue idee. E’ il bello di Internet.

  3. C’è scritto campo di concentramento, non di sterminio. Vi si concentrano i “peggiori criminali”, non vengono “sterminati”.

    P.S. Volendo essere cinico direi che per quello c’è Gaza.

  4. In effetti il paragone fra Auschwitz e Gaza ci sta tutto: Auschwitz era una struttura governata da una cricca di nazisti e aveva l’unico scopo di sterminare il maggior numero possibile di ebrei; Gaza è una struttura governata da una cricca di nazisti e ha l’unico scopo di sterminare il maggior numero di ebrei. Possibilmente TUTTI: sta scritto nel loro statuto, oltre che nel “Sacro Corano”, come lo chiama lo sceicco Hussein Obama.

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