attualità, cultura

La Corte Suprema boccia i marciapiedi separati del quartiere ultraortodosso di Gerusalemme

Interpretazione dopo interpretazione hanno finito con il tirar su un muro. Fisico, soprattutto. Ma anche sociale. Con gli uomini obbligati a camminare da una parte e le donne dall’altra. Una divisione così ingombrante che i giudici della Corte Suprema d’Israele hanno detto basta. Di muri – è stato il loro ragionamento – «ne abbiam già troppi. Facciamoci bastare quello del Pianto e quello che ci separa dalla Cisgiordania».

Chi ha visitato il quartiere Mea Shearim di Gerusalemme, l’angolo di mondo dove si concentrano gli ebrei ultraortodossi duri e puri, quella divisione non può essersela persa. Soprattutto negli ultimi mesi. Un simbolo, ormai, della segregazione sessuale imposta alle donne da interpretazioni religiose che, è il caso di dirlo, non erano proprio ortodosse.

Uno scorcio del quartiere ultra-ortodosso Mea Shearim di Gerusalemme, dove donne e uomini passeggiano separati (foto di Tomer Neuberg)

Per non parlare della richiesta di una fazione di ebrei ultraortodossi – gli Eda Haredit -, gli stessi che l’anno scorso avevano tuonato contro la donazione degli organi bollandola come «omicidio», ecco gli Eda Haredit avevano proposto di vietare alle donne l’accesso a Mordechai Street, la via principale del quartiere Mea Shearim, «per evitare che gli uomini si trovino troppo vicini alle donne». C’è voluto l’intervento della polizia – che spesso non vuole interferire nel quartiere – per evitare la chiusura selettiva.

E comunque. Con una sentenza storica la Corte Suprema ha dichiarato illegale la pratica dei marciapiedi separati fra i due sessi. Non solo. Ha anche autorizzato una marcia di protesta di un gruppo femminista (Ella-Israeli Feminist Group) contro la segregazione proprio nel quartiere sotto osservazione. La stessa organizzazione che ha fatto ricorso ai piani alti della giustizia israeliana perché ponesse fine all’apartheid sessuale.

Dicono – anzi: scrivono – i giudici che «l’imposizione di marciapiedi separati vìola in modo flagrante i principi dello Stato di diritto e dell’uguaglianza fra i sessi, e per questo va sventata». E ancora: «Non deve essere consentita in nessun modo la costituzione di realtà di controllo pubblico come le “guardie della modestia”» annunciati nel quartiere per garantire il rispetto delle norme e delle restrizioni che i rabbini ultraortodossi pretendono di applicare a chiunque si trovi a passeggiare nel quartiere ultra-religioso.

Vittoria delle donne anche sul diritto di manifestazione. «Non è una provocazione – hanno motivato i giudici -, anzi è una legittima protesta in difesa dei diritti della donne».

Leonard Berberi

Leggi anche:
A passo di gambero
Non ora et labora
Il rabbino contro le mamme che vogliono far carriera

Annunci
Standard

One thought on “La Corte Suprema boccia i marciapiedi separati del quartiere ultraortodosso di Gerusalemme

  1. Pingback: L’ultima arma degli ultraortodossi all’immodestia femminile: gli occhiali “annebbianti” « Falafel cafè

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...