attualità, reportage

Il viaggio degli africani verso il Paradiso (israeliano)

C’è chi l’ha chiamata “la terza via verso l’Eden”. Dopo quella degli africani verso Spagna e Italia. E dopo quella dei latinoamericani verso gli Stati Uniti. La “terza via” – più silenziosa, ma anche più drammatica delle altre due – è quella che percorrono gli africani (etiopi, somali, eritrei) ogni giorno. Parte dal Corno d’Africa, passa attraverso il deserto egiziano e finisce in un altro deserto: quello israeliano.

Ed è qui che, sempre se la Morte non li ha assaliti prima, la maggior parte dei clandestini trova la fine della propria esistenza. Vuoi per colpa del caldo, vuoi per colpa dei rispettivi eserciti di frontiera (egiziano e israeliano), fuori perché le forze sono così poche che non consentono più di liberarsi nemmeno del filo spinato. E per chi ce la fa, per chi arriva in un centro abitato, inizia un nuovo tormento.

Quello che vedrete qui sotto è un reportage fotografico a cura di Jonathan Weitzman. Il fotografo ha passato settimane lungo la frontiera israelo-egiziana e ha scattato centinaia di foto. Poi, ha seguito quelli che ce l’hanno fatta. E la loro vita non è poi cambiata di molto. Un reportage che Falafel Cafè pubblica perché certe realtà – come questa – hanno il diritto di essere conosciute. E perché – con almeno un morto al giorno – questa sta diventanda una mattanza. Silenziosa.

Leonard Berberi

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