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E gli obiettivi israeliani di Hezbollah finiscono in un mazzo di carte da gioco

Si sono fatti il loro personalissimo mazzo di carte. Un po’ come avevano fatto gli americani durante la seconda guerra del Golfo, nel 2003.

E proprio dagli odiati americani, i vertici di Hezbollah, il partito religioso libanese, hanno copiato l’uso politico-militare delle carte da gioco. Il tutto per vendicare la morte di Imad Mughniyeh, uno dei capi dell’organizzazione ucciso a Damasco nel febbraio del 2008.

A rivelare l’esistenza di queste carte è stato il giornale del Kuwait “Al-Rai Al-Aam”. Che ha svelato anche gli obiettivi made in Israel che secondo Hezbollah dovrebbero essere eliminati. Al vertice, l’asso, c’è il direttore del Mossad, Meir Dagan. Seguono il capo dell’Idf (l’esercito israeliano) il generale Gabi Ashkenazi, quindi Amos Yadlin (alla guida dell’intelligence dell’esercito), Ehud Olmert (ex primo ministro) e Dan Halutz (ex capo dello staff del presidente).

Le carte sono solo uno degli esempi della guerra nascosta tra Israele e Hezbollah sul fronte delle eliminazioni mirate. Stando a diverse fonti, quest’estate i miliziani sciiti libanesi erano quasi riusciti a uccidere «un alto ufficiale dell’esercito ebraico», mentre l’intelligence israeliana non ha mai fatto mistero di voler eliminare Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah e uno degli ostacoli più evidenti al processo di pace nell’area.

Leonard Berberi

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3 thoughts on “E gli obiettivi israeliani di Hezbollah finiscono in un mazzo di carte da gioco

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