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E nella Gerusalemme liberata (dai palestinesi) gl’israeliani reclamano Yonit Levy

Il video, palesemente taroccato con un programma di computer-grafica, non aveva più di tanto destato stupore. Anche se le immagini mostravano le città di Gerusalemme e Tel Aviv “liberate”, edifici importanti del governo Netanyahu in fiamme e bandiere palestinesi ovunque lungo lo Stato ebraico.

A far irritare, più del solito, gl’israeliani però è stata una scena di due secondi circa. Si vede lo studio principale del telegiornale di Arutz shtaim (Canale 2), una delle emittenti più seguite nel paese. E al posto della bella Yonit Levy, è seduto un uomo triste e con lo scialle bianco-nero di Hamas pronto a condurre il tg. Un cambiamento radicale per gl’israeliani. Abituati a sentire ogni sera le notizie più importanti dalla voce della Levy.

Il video della “liberazione” d’Israele

Il video dura poco più di un minuto e quaranta e s’intitola “La grande liberazione”. È stato realizzato da due membri del gruppo terrorista di Hamas (uno vive in Cisgiordania, l’altro a Gaza) e sta spopolando da qualche giorno tra i navigatori palestinesi. Un filmato che aggiunge poco alla sfida mediatica avviata da anni da Gerusalemme e i miliziani di Hamas, ma che per la prima volta introduce un elemento di novità: la rivoluzione nei palinsesti televisivi israeliani. Un affronto per gli ebrei, così affezionati al tubo catodico.

La ricostruzione palestinese: i palazzi del potere israeliano a fuoco dopo l'attacco di Hamas (Falafel Cafè)

Nella ricostruzione, con in sottofondo una musica da kolossal drama, si sente un rifugiato palestinese dire «Con il volere di Dio, la Jihad ci riporterà nella nostra terra». Nella scena successiva c’è un manipolo di studenti che chiede al professore come diventare membri attivi della resistenza. E così via: con scene di battaglia (ricostruita al computer), con i luoghi simbolo dello Stato ebraico (l’Alta corte di giustizia e la Banca centrale) andare a fuoco e i festeggiamenti finali per aver riconquistato il territorio.

Si vedono palestinesi mentre passeggiano lungo la promenade “liberata” di Tel Aviv, bandiere palestinesi che sventolano un po’ ovunque, muezzin che cantano (cosa che succede già, a dire il vero), macchine che agitano bandiere bianco-rosso-verde-nero lungo la Ayalon Highway, una delle vie più trafficate di Tel Aviv e infine l’edizione centrale del telegiornale che celebra la liberazione.

«Con questo video vogliamo dare una mano alla resistenza», hanno detto i due creatori Mohammed al-Amriti e Eieman Hijazi ai reporter del quotidiano online Ynet. «Speriamo che il filmato venga preso e trasmesso da tutte le emittenti arabe per lanciare un messaggio a tutto il globo: noi vinceremo». Per chiudere poi con la promessa finale: «con un po’ di soldi, possiamo produrre nuovi cortometraggi di questo tipo ogni tre mesi».

Leonard Berberi

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