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Gerusalemme, la nuova linea dei tram spaventa gli israeliani

Uno dei tram nuovi di zecca che tra poche settimane entrerà in funzione nella linea tramviaria che collega gli estremi di Gerusalemme

Le domande erano buttate là, proprio in fondo e mischiate alle altre. «La metropolitana leggera comprende tre stazioni in Shoafat, nella parte araba. Questo costituisce un disagio per lei?». E ancora: «Tutti i passeggeri, siano essi ebrei e musulmani, entreranno nel treno liberamente e senza il controllo del conducente. Per lei è un problema?».

A poche settimane dall’avvio ufficiale del CityPass (il servizio di metrotranvia che taglia tutta Gerusalemme a metà), un sondaggio distribuito tra i futuri passeggeri israeliani cerca di capire le reazioni della componente ebraica. E riporta a galla le preoccupazioni espresse già ai tempi della presentazione del progetto. Uno dei capolinea, infatti, si trova nella parte est della città contesa, quella a maggioranza musulmana. Le ultime fermate saranno in pieno territorio arabo: Shoafat, Sheikh Jarrah e la Città vecchia. Zone che, durante la settimana, sono spesso teatro di scontri tra palestinesi e l’esercito israeliano.

Ma qualcuno non ha reagito bene a questo tipo di domande. Ofra Ben-Artzi, attivista di sinistra (e cognata della moglie del premier Netanyahu), non è andata troppo per il sottile: «Questo tipo di test – ha detto al quotidiano Haaretz – la dice lunga sul livello di razzismo che abbiamo raggiunto nella società israeliana».

Il video di presentazione della linea tramviaria di Gerusalemme

Il fatto è che, al di là delle dichiarazioni semi-politiche, il tram dei desideri secondo molti ebrei rischia di diventare quello degli incubi. Uno dei problemi più urgenti riguarda la sicurezza e la capacità di resistere agli attacchi terroristici. Se un bus contiene qualche decina di passeggeri, il Citypass ne trasporta centinaia. E questo renderebbe i treni cittadini obiettivi di valore più elevato per i terroristi.

Ma fonti vicine al progetto – realizzato da un consorzio di società francesi capitanate dall’Alstom – rassicurano. E lo fanno con un ragionamento: la rete ferroviaria collega gli estremi della città, passa senza creare problemi e discriminazioni dai quartieri ebrei a quelli musulmani e viceversa. Quanto basta – basterebbe – per ridurre al minimo il rischio di attacchi terroristici. La spiegazione però non ha convinto tutti. Servizi di sicurezza compresi. Che, proprio per questo, vigileranno i vari tragitti per qualche settimana.

Leonard Berberi

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One thought on “Gerusalemme, la nuova linea dei tram spaventa gli israeliani

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