attualità, cultura

Cisgiordania, dopo ventitrè anni riapre il cinema di Jenin

L'inaugurazione del Cinema Jenin (Alaa Badarneh / Epa)

L’atmosfera è stata quella tipica delle grandi cerimonie. Con le autorità in prima fila, con le guardie del corpo in seconda e con centinaia di civili palestinesi di fronte all’ingresso di un edificio che per ventitré lunghi anni è stato dimenticato da tutti. Per poi ritornare alla sua vecchia funzione: proiettare film, diffondere divertimento.

C’è voluto quasi un quarto di secolo per riaprire il Cinema Jenin. E i soldi di un programma di ricostruzione firmato Germania. E tre giorni di festeggiamenti.

Le volontarie tedesche si sono messe a dipingere i volti dei bambini, mentre sullo schermo di tela – piccolo, per essere quello di un normale cinema – passavano film palestinesi con i sottotitoli in inglese.

Chiuso nel 1987, durante la prima Intifada, il cinema è stato ristrutturato in due anni – e in parte – da sponsor tedeschi. Conta poco più di 300 posti ed è affiancato da uno spazio per le esposizioni, da un cafè shop, da un parco divertimenti per i piccoli palestinesi e da una biblioteca sponsorizzata dal Goethe Institut.

E siccome a mettere buona parte dei soldi sono stati i tedeschi, negli stessi ambienti verranno ospitati corsi di lingua e cultura tedesca, «nella speranza che Cinema Jenin possa diventare un centro di espressione artistica».

Leonard Berberi

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