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“L’estate della cattiveria” e la linea dura contro gli immigrati

«L’estate della cattiveria verso gli immigrati». I commentatori israeliani ricorrono alla stessa parola: cattiveria. È quello che – secondo loro – hanno offerto le ultime settimane.

A partire dalla decisione di venticinque rabbini a sud di Tel Aviv che, un mese fa, hanno pubblicato una petizione senza precedenti: cari fedeli non affittate i vostri appartamenti agl’immigrati africani. Poi la decisione di Netanyahu di risolvere – una volta per tutte – la questione degli stranieri illegali in Israele. Come? Cacciando fuori dallo Stato ebraico – insieme ai genitori – qualcosa come 400 figli di lavoratori immigrati irregolari. Bambini che avevano appena iniziato a prendere le misure del paese in cui si trovavano.

L'appello dei rabbini dell'area sud di Tel Aviv che invita i cittadini a non affittare i propri appartamenti agl'immigrati (foto Dana Kopel)

Poi l’annuncio, un altro, questa volta ancora più eclatante: «niente appartamenti agl’infiltrati». Dove gli «infiltrati» sono gli stranieri. A firmare la richiesta qualcosa come dieci agenzie immobiliari di tutta Tel Aviv. La motivazione della petizione non ammette repliche: «Visto che negli ultimi tempi c’è stato un ammasso di infiltrati nel nostro territorio – scrivono gli agenti immobiliari – e tenuto conto dell’appello dei nostri rabbini, annunciamo che non affitteremo più appartamenti agl’infiltrati di Kiryat Shalom e Tel Kabir in modo da porre un freno al fenomeno».

Alon Yisraelov, capo dell’agenzia Alon Real Estate, la mette giù dura ai cronisti dello Yedioth Ahronoth: «Lavoro nel settore da un quarto di secolo ed è incredibile quello che è successo. Non vogliamo che si ripeta una situazione di degrado come nell’area di Shapira. Questo degl’immigrati illegali è un cancro per la nostra società. I nostri anziani sono preoccupati e spaventati da tutti questi infiltrati».

Guai però a bollare l’ultima petizione come razzista. E non solo perché il boicottaggio riguarda soltanto gli illegali. «Finalmente le agenzie immobiliari hanno capito che questo degl’infiltrati è un fenomeno serio», dice Binyamin Babayof, consigliere municipale di Tel Aviv per il partito ultraortodosso Shas. «Non è una questione di colore della pelle. Questo è un problema che tocca i nostri cittadini dalla mattina alla sera, ogni giorno, tutti i giorni. Se la politica non risolve questo problema, ben vengano le decisioni dal basso come questa degli agenti immobiliari».

Leonard Berberi

Leggi anche: A Ramat Gan la mostra delle polemiche: Israele come la Germania nazista

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2 thoughts on ““L’estate della cattiveria” e la linea dura contro gli immigrati

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