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Gaza, la battaglia di Hamas contro l’intimo femminile

(Reuters)

Modestia. La nuova linea politica di Hamas applicata alla società della Striscia sta tutta in una parola. Modestia, appunto. E mentre solo la settimana scorsa è entrato in vigore il divieto per le donne di fumare il narghilè in pubblico, questa settimana il secondo passaggio: invitare i negozi che vendono abbigliamento intimo femminile a «vendere prodotti più modesti e meno succinti».

E insomma, niente più manichini con indosso perizomi o mutandine di pizzo. Niente più sottovesti con colori sgargianti o vetrine scintillanti.

«Sono provvedimenti che abbiamo preso dopo aver ricevuto le lamentele da parte degli stessi cittadini di Gaza», si affretta a far sapere Ayman Al-Batniji, portavoce della polizia di Hamas. «Chiedono un nostro intervento così da poter difendere la nostra tradizione».

Anche se ufficialmente Hamas ha sempre negato di voler introdurre la Sharia, la legge islamica su tutta la Striscia, secondo molti analisti di fatto – e provvedimento dopo provvedimento – lo starebbe già facendo. Ci sono concerti interrotti soltanto perché a base di musica occidentale. C’è stato il tentativo di imporre il velo per le islamiche che andavano a scuola. Il provvedimento sull’abbigliamento intimo femminile è solo l’ultimo tassello in ordine di tempo.

Leonard Berberi

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