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Spunta (dopo nove anni) un filmato che mette in imbarazzo Netanyahu

Il video è spuntato dal nulla dopo nove anni di oblio. E chi ha deciso di metterlo in circolazione sapeva quello che faceva. Perché il filmato – mandato in onda sulla tv israeliana Canale 10 – imbarazza il premier Benjamin Netanyahu e mette in discussione tutti i tentativi di dialogo tra Gerusalemme e l’Autorità nazionale palestinese.

È il 2001. Al vertice c’è Ariel Sharon e da poche settimane il falco della politica israeliana ha deciso di estendere gli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Ci sono scontri tra coloni e palestinesi. Ci scappano molti morti.

A far visita ai famigliari di una vittima dell’insediamento ebraico di Ofren c’è Netanyahu. Il primo ministro – ai tempi senza un incarico – quasi non si accorge della telecamera che lo segue. Entra in una casa, dà la sue condoglianze alla famiglia. Poi inizia a parlare di politica. E racconta dei particolari del suo primo mandato, tra il 1996 e il 1999.

Il video incriminato (in ebraico, sottotitoli in inglese sulla pagina YouTube)

«Ho distrutto gli Accordi di Oslo», dice subito Netanyahu. «Ho fatto credere all’amministrazione Clinton di aver dato il via allo stop a nuove costruzioni e a politiche che potessero aiutare il processo di Pace. Ma in realtà facevo l’esatto opposto: firmavo leggi per aiutare l’espansione ebraica».

Non contento, Netanyahu ha spiegato anche che gli attacchi militari dell’esercito israeliano erano stati pianificati «per indebolire la leadership di Yasser Arafat in Palestina». Parole come pietre. Che mettono in difficoltà Netanyahu. Non di fronte all’Autorità nazionale palestinese. Ma di fronte all’amministrazione Usa. Che ora, attraverso Obama, dovrà non solo verificare che il congelamento di dieci mesi avviato dallo stesso Netanyahu stia davvero procedendo, ma dovrà anche tenersi vigile per capire se quello che sta succedendo oggi non sia la continuazione del piano eseguito ieri.

Lui, Netanyahu, per ora tace. Ma più di qualcuno teme che a Canale 10 possa saltare qualche testa. Perché quegli otto minuti di filmato – registrati in tempi non sospetti, ma mandati in onda proprio ora – rischiano di far più danni di un blitz contro una flottigla o di un attacco militare sulla Striscia di Gaza.

Leonard Berberi

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