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Postcards from Middle East / 55

"Io amo Gilad Shalit". E' quello che scrive questa ragazza, sopra a un carro armato, per tenere viva la memoria del soldato israeliano rapito quattro anni fa dai miliziani di Hamas lungo il confine con la Striscia di Gaza. I genitori di Gilad ieri hanno avuto un breve colloquio con il primo ministro Netanyahu (e consorte). Ma non è stato un incontro fruttuoso. Finiscono così, con l'illusione dell'annuncio a sorpresa, i dodici giorni di marcia di decine di migliaia di sostenitori di Gilad Shalit. Oltre cento chilometri percorsi a piedi, partendo da Mitzpe Hila, il paesino dov'è nato il soldato rapito, per passare a Tel Aviv e finire a Gerusalemme (foto Ariel Schalit / AP Photo)

(si ringrazia per la segnalazione della foto Fabio Manfreda)

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