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Gerusalemme, nuovo progetto edilizio prevede l’allargamento a Est, ma solo per gli ebrei

Obama era stato chiaro: «Netanyahu deve assicurarsi che non ci sia nessun allargamento ebraico a Gerusalemme Est». E lui, Netanyahu, aveva annuito. Non aveva detto di sì, ma l’aveva fatto intendere.

Solo che poi, in silenzio, la Commissione di pianificazione e costruzione del distretto di Gerusalemme ha approvato un master plan dove è previsto l’allargamento dei quartieri ebraici proprio nella parte Est della città, dove vive una schiacciante maggioranza di arabi.

Un piano di costruzione non ancora operativo. Ma quasi. Perché c’è un tempo limite – sessanta giorni – per ricorrere alle aule di Giustizia e bloccare il master plan. Trascorsi i due mesi, il progetto edilizio pubblico a quel punto sarà impossibile modificarlo.

Secondo un dossier preparato dall’Ong Ir Amim, un gruppo nato con lo scopo di rendere Gerusalemme «una città più equa e vivibile», il piano di costruzione «non tiene conto delle esigenze della popolazione araba della città». E ancora: «Il master plan introduce tutta una serie di ostacoli burocratici per i palestinesi che vogliono costruire una casa o un negozio tra le mura di Gerusalemme».

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