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Un intero paesino contro l’aeroporto: “Per colpa dei voli notturni non dormiamo più”

L'ingresso dell'aeroporto internazionale di Tel Aviv, "Ben Gurion"

Si sono dati appuntamento oggi, domenica, per esprimere tutta la loro insofferenza. E la loro rabbia. E per dire a tutti che loro, la notte, non riescono a dormire.

Non è il popolo degl’insonni, ma quello di Kfar Truman, un moshav (paesello basato sulle cooperative), che per colpa degli aerei sono giorni che non dorme più.

Abitato da poco più di 600 abitanti e a poco meno di tre chilometri dal Ben Gurion International Airport, l’aeroporto di Tel Aviv, i residenti di Kfar Truman ogni notte si alzano spaventati. I velivoli, quelli che collegano Israele con il mondo, si alzano dalla pista oppure si preparano ad atterrare.

Il tutto, da quando l’autorità nazionale dell’aviazione civile ha deciso di stabilire un’unica rotta sia per il decollo che l’atterraggio e l’operatività notturna del Ben Gurion.

«È iniziato tutto il primo giugno – denuncia Shaul Almogi, il capo del comitato di protesta –. Da quel giorno, gli aerei partono dalla parte di pista che è proprio a un passo dal nostro villaggio». Non solo. Perché con l’operatività notturna, «i velivoli decollano senza sosta e noi non riusciamo proprio a dormire».

I vertici aeroportuali, dopo aver ricevuto una lettera di reclamo ufficiale da parte di Shaul, hanno replicato smentendo il contenuto delle denunce.

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