attualità, cultura

La Francia pensa a un “Grande Fratello” israelo-palestinese

Mohammed Ulad

Dopo quelli di Washington (1993) e quelli di Oslo (1995) ecco a voi gli “accordi di Marsiglia”, anno del Signore 2010. Accordi non politici – stavolta –, ma per una strana sintonia coi tempi che corrono, “accordi mediatici”. Da fare davanti alle telecamere.

Dodici diciottenni saranno ospitati per tre settimane in una casa all’arcipelago delle Frioul, vicino Marsiglia, con lo scopo di contribuire – nel loro piccolo – al processo di Pace tra israeliani e palestinesi. Processo da tutti invocato, ma da nessuno portato avanti per davvero.

I dodici ragazzi sono così composti: sei sono di cittadinanza israeliana, sei sono palestinesi. Con un occhio alle quote rosa: la metà di ogni “squadra” sarà composta da donne.

Sotto l’occhio delle telecamere, i partecipanti daranno vita alla trasmissione “Gli accordi di Marsiglia”. Non un vero e proprio Grande Fratello. Ma una sorta. Perché il regista e ideatore del programma, Mohammed Ulad, ha deciso che non era il caso di mandare in onda 24 ore su 24 un programma che affronta temi seri.

«Questi giovani, per poter davvero affrontare la questione tra i due popoli, hanno bisogno di farlo in un luogo neutro, lontani dai loro paesi e dai loro stimoli quotidiani», ha detto Ulad.

Le riprese, che dovrebbero partire in settembre, daranno vita a puntate da circa 25 minuti ciascuno che il canale France 5 intende trasmettere sulla sua piattaforma.

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