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Anche il soldato Gilad Shalit segue il mondiale di calcio in Sudafrica?

Gilad Shalit

Quattro anni fa lui veniva rapito. Quattro anni fa si giocavano i mondiali di calcio in Germania. Quattro anni dopo – oggi – lui è ancora sotto sequestro. Quattro anni dopo – oggi – si giocano sempre i mondiali di calcio. Anche se stavolta dalla parte opposta alla Germania.

Cambiano le situazioni, ma Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito da Hamas nel giugno del 2006 continua a restare intrappolato nelle trappole politiche e militari del Medio oriente. Solo che stavolta, assicura il quotidiano filo-Hamas, al-Resallah, Gilad ha la possibilità di vedere le partite del mondiale di calcio in Sudafrica. Di vedere giocare e di soffrire. Perché, fa sapere l’articolo – senza citare fonti attendibili – il soldato «ha molto sofferto nel vedere la Francia, la sua seconda  patria, uscire a testa bassa dalla competizione».

E non si capisce non solo se la notizia sia vera. Ma anche se l’aggiornamento sull’israeliano rapito sia una presa in giro o un modo per rendere ancora più dolorosa la prigionia. Dove la sofferenza per la propria condizione si mischia a quella per il calcio.

Immaginiamo allora Shalit seduto, con mani e piedi legati, un fazzoletto a chiudergli la bocca. Ma il calcio, assicura il quotidiano on line, «aiuta il soldato a dimenticare la disperazione per la decisione del governo israeliano di sospendere i negoziati indiretti per un accordo sullo scambio dei prigionieri con Hamas».

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