cultura

Attore egiziano posa con collega israeliana: ora rischia la sospensione

La foto incriminata: Valerie Plame Wilson, Khaled Nabawy, Liraz Charhi, Naomi Watts e Doug Liman insieme a Cannes

Ora va in scena la fatwa in salsa hollywoodiana. E tutto per aver posato – e recitato – insieme a un’israeliana. Tempi duri per gli attori egiziani. Il capo della federazione degli attori del Cairo, Ashraf Zaki, ha aperto un’inchiesta su Khaled Nabawy con l’accusa di «normalizzazione dei rapporti con lo Stato ebraico» per il ruolo nel film americano “Fair Game”. Accanto a Nabawy c’era l’attrice Liraz Charhi. Un’israeliana.

I funzionari del Cairo hanno criticato l’interprete egiziano per essersi fatto fotografare abbracciato alla Charhi sul tappeto rosso del Festival internazionale di Cannes, dove il film è stato presentato in anteprima mondiale. Le varie associazioni professionali in Egitto vietano qualsiasi tipo di normalizzazione con lo Stato ebraico e condannano fermamente chiunque non aderisca a questa linea.

Ma prima di emettere la sentenza di condanna, il capo della federazione incontrerà Nabawy per chiedergli se era a conoscenza della cittadinanza “indesiderata” della Charhi. In caso di risposta affermativa, Nabawy rischia la sospensione dall’associazione degli attori per un lungo periodo.

«La foto di noi due insieme non cambia nulla», ha detto la Charhi al quotidiano on line “Ynet”. «Nabawy sapeva già che avrebbe pagato un prezzo per la nostra collaborazione sullo schermo – ha continuato l’attrice –. Prima di essere stati scelti per il ruolo, c’era un altro attore egiziano che si è ritirato dalla produzione dopo aver ricevuto minacce di allontanamento da parte dell’associazione di cui faceva parte».

«Pensavo che mi avrebbero allontanata dopo il boicottaggio del primo attore egiziano», ha rivelato l’israeliana. «Poi arrivò Nabawy, un attore professionista interessato a lavorare».

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One thought on “Attore egiziano posa con collega israeliana: ora rischia la sospensione

  1. Andrea ha detto:

    Io non sono un ulema o un ayatollah, forse bisognerebbe chiedere a Khamenei o a Bin Laden, ma spero che Nabawy menta all’associazione, ciò non solo è consentito e islamically correct ma è una grande virtù…che ha un nome, la taqiyya.

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