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Approvato, in silenzio, il piano di costruzione di Ramat Shlomo che fece infuriare Obama

L'insediamento di Ramat Shlomo. La cittadina, in realtà, si trova a nord di Gerusalemme. Ma, in virtù dei terreni occupati nel 1967, le nuove case potranno essere costruite anche a est della capitale

Una politica di distrazione di massa. Mentre il mondo punta gli occhi su Gaza e chiede agl’israeliani di alleggerire il blocco (richiesta – in parte – accolta), loro, gl’israeliani, che fanno? Approvano, in silenzio, il progetto di costruzione di 1.600 unità abitative a Ramat Shlomo, Gerusalemme Est. Lo stesso progetto che, tre mesi fa, ha mandato su tutte le furie l’amministrazione Obama perché reso pubblico nel giorno in cui il vice-presidente, Joe Biden, era impegnato ad accelerare il Processo di Pace con i palestinesi.

Il Comitato per la Progettazione e la Costruzione nell’approvare il piano, precisa però che si tratta solo di un atto giuridico dovuto. Traduzione: noi abbiamo firmato, ma questo non significa che il governo Netanyahu voglia continuare a promuovere il progetto.

La realtà, però, è che d’ora in poi, giusto il tempo di rendere pubblica l’approvazione, si potrà costruire. Fino a un massimo di 1.600 unità abitative. Tra appartamenti e palazzi. Piscine, ville e palestre. E qualche centro religioso.

Yair Gabay, consigliere comunale e membro del comitato regionale, esce entusiasta dopo la firma: «Questo è un progetto che porterà prosperità e sviluppo a Ramat Shlomo», ha detto ai giornalisti. Non solo. «Le nuove case potranno finalmente mettere un freno all’emigrazione dalla città, così da rafforzare la sovranità israeliana in tutta Gerusalemme».

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2 thoughts on “Approvato, in silenzio, il piano di costruzione di Ramat Shlomo che fece infuriare Obama

  1. Andrea ha detto:

    I palestinesi hanno coltivato il mito che storicamente siano esistite due Gerusalemme – quella araba a Gerusalemme Est e quella ebraica a Gerusalemme Ovest. Gerusalemme non è mai stata una città araba; gli ebrei sono stati la maggioranza a Gerusalemme fin dal 1870, e la suddivisione est – ovest è solo geografica, e non politica. Sarebbe come pretendere che la riva est del Maryland dovrebbe essere una entità politica separata dal resto dello stato. Le pretese arabe su Gerusalemme, una città ebraica da ogni punto di vista, riflettono la mentalità secondo la quale “quello che è mio è mio, quello che è tuo è mio”, mentalità che è alla base del concetto palestinese di come porre termine al conflitto arabo-israeliano.

  2. Andrea ha detto:

    Scusa la digressione dall’argomento del post, ma trovo scandaloso che non ha suscitato reazioni il fatto che Aryeh Leib Misinzov, ebreo venticinquenne del movimento Chabad, sia stato rapito a Kiev il 20 aprile, giorno del compleanno di Hitler. Da giorni, non suscita reazioni la notizia del ritrovamento in dieci pezzi del suo corpo, e in una sempre più lunga catena di silenzio non sta suscitando reazioni che non vi siano reazioni. Un silenzio antico circonda la morte ebraica.

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