attualità, politica

Israele in stato d’allerta: arrivano a Gaza 200 parlamentari iraniani?

Ali Larijani, portavoce del parlamento della Repubblica islamica iraniana

Intelligence israeliana in stato d’allerta. Cancellerie di mezzo mondo in subbuglio. Sabato 19 giugno – giorno di assoluto riposo per gli ebrei – l’Iran potrebbe arrivare al confine con Israele. Potrebbe stare lì per ore ad osservare i soldati dello Stato ebraico. E potrebbe anche tuonare parole di morte. Tutto questo, per la prima volta nella storia.

Dipenderà tutto da Ali Larijani, il portavoce della Majlis, il parlamento iraniano. E dipenderà tutto da quei 200 iraniani – tra parlamentari, diplomatici e peones di Ahmadinejad – che accompagneranno Larijani a Gaza proprio sabato prossimo.

Grattacapi in arrivo per Il Cairo. Nel pomeriggio di ieri – lunedì 14 giugno – dalla Repubblica islamica è partita una richiesta di 200 visti egiziani. E la richiesta di permesso per atterrare sul suolo guidato da Mubarak. Non si sa ancora – anche per motivi di sicurezza – dove atterrerà l’aereo «ad uso civile» (come c’è scritto sul foglio ufficiale), ma i due aeroporti più sicuri sarebbero quello internazionale del Cairo oppure quello di El Arish, nel nord del Sinai, a una trentina di chilometri dal confine israeliano.

La delegazione iraniana – guidata da Larijani – insieme a un grosso carico di cibo e medicinali ha fretta di arrivare a Gaza. E se dovesse succedere, sarebbe la prima volta che alti rappresentanti di Teheran e soldati israeliani si ritrovano a una distanza così ravvicinata. Del programma si conosce poco o nulla. Si sa però che Larijani vuole arrivare fino al nord della Striscia, al valico di frontiera con Israele. E da lì vorrebbe pronunciare i proclami soliti di Ahmadinejad.

Mahmoud Ahmadinejad, presidente iraniano

Una mossa anti-israeliana. Ma anche un tentativo di recuperare – a livello d’immagine – per quanto riguarda la “battaglia contro Israele”. Una battaglia che negli ultimi giorni è stata dominata dal premier turco Erdogan. Per organizzare al meglio la visita, Larijani ha mandato ieri quattro parlamentari a raggiungere Gaza attraverso l’Egitto.

Il Mossad israeliano, intanto, è già operativo. Così come lo Shin Bet e un paio di agenzie europee (si parla di quella francese e di quella tedesca). Bisognerà scoprire cosa è contenuto nel carico registrato come «alimenti e medicinali». E bisognerà evitare a tutti i costi che i soldati israeliani siano vittime delle provocazioni iraniane.

Intanto, la prima nave carica di aiuti di Teheran è salpata ieri dal porto di Khomanshahr. La seconda partirà sabato prossimo. Ahmadinejad ha fretta. Non si capisce bene se di provocare o di accelerare i tempi per lo scontro con lo Stato ebraico.

Leonard Berberi

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One thought on “Israele in stato d’allerta: arrivano a Gaza 200 parlamentari iraniani?

  1. Andrea ha detto:

    Ormai tutti dovrebbero capire che il vittimismo palestinese viene da sempre strumentalizzato dai nemici di Israele per intaccare ed indebolire la sicurezza di Israele, ed espandere le relative ambizioni egemoniche.

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