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E l’acqua delle fontane di Tel Aviv si colora di rosso-sangue. Per protesta

La fontana con l'acqua rossa in piazza Dizengoff, uno dei punti più affollati di Tel Aviv

Come l’Inferno. Con quell’acqua rossa che zampillava in pieno giorno. E con decine di passanti preoccupati. Per fortuna ci è voluto poco per capire cos’era successo a tre fontane di Tel Aviv – una in piazza Dizengoff, l’altra in Yigal Alon e l’ultima in via Masaryk – che sgorgavano liquido simil-sangue. Un’azione di protesta. Contro il blitz israeliano alla Mavi Marmara. Contro i morti. Contro l’assedio sulla Striscia di Gaza.

«Abbiamo colorato di rosso l’acqua delle fontane perché così gli abitanti di Tel Aviv non si dimenticano di quello che è successo al largo delle nostre coste alcuni giorni fa», hanno detto i membri del comitato “Poniamo fine al blocco su Gaza”. «Il sangue non è stato versato però solo in mare, ma succede ogni giorno anche sulla terraferma», hanno ricordato gli attivisti.

«Libertà per Gaza». «Occupazione = terrore». Questi gli slogan impressi sulla struttura delle fontane. Slogan che molti telavivini non hanno apprezzato. Proprio come nel 2007. E sempre in giugno. Quando la stessa associazione scrisse con uno spray rosso “Basta alle bugie, stop all’occupazione”. Quella volta lo slogan era rimasto impresso per ore sulla facciata del Municipio di Tel Aviv.

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