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Israele, tensione alta e guerra mediatica

Sono due giorni che sulle più importanti emittenti tv israeliane passano in continuazione i video resi pubblici dall’Idf, le forze armate di Gerusalemme. Video che riguardano la flottiglia della pace attaccata.

La sensazione, per le strade di Tel Aviv e quelle di Gerusalemme, è che gl’israeliani si siano convinti della versione dell’esercito. Lo dimostrano le manifestazioni nelle piazze delle città più importanti, ma anche negli insediamenti in Cisgiordania. Insomma, dagl’israeliani arriva un appoggio incondizionato. Ai marine. Ma anche al governo. Che, in questo momento, sembra godere di picchi di popolarità mai raggiunti dalle elezioni a questa parte.

Il video di un pacifista: manovre di disturbo

Ma è un appoggio mediatico. Perché i video lasciano sul campo tutta una serie di interrogativi. Che i giornalisti cercano di decifrare, ma ricevendo dai vertici militari – e politici – solo sorrisi di circostanza e risposte evasive. Quarantotto ore di video che hanno cancellato qualsiasi domanda sull’operazione che ha provocato nove morti e decine di feriti.

Non sappiamo nulla sulla modalità d’attacco alla Mavi Marmara. Se non quello che abbiamo visto nei video diffusi dall’Idf: soldati che scendono sulla nave e vengono bastonati o presi a calci e pugni. Soprattutto: non sappiamo i nomi e le nazionalità delle vittime (aggiornamento delle 11.00: si tratterebbe di otto cittadini turchi e un turco-americano). Non sappiamo dove siano state uccise, quando, come. Ignoriamo se le nove persone uccise siano morte sul colpo o nonostante un’adeguata assistenza medica.

Capitolo a parte meriterebbero i video registrati dalle telecamere di sicurezza interne alla nave. Tutto questo materiale è stato sequestrato dall’esercito israeliano. Sulle tv israeliane non c’è traccia dei video realizzati dai pacifisti che si trovavano a bordo quando c’è stato il blitz.

Lo scontro al parlamento israeliano

La tensione resta molto alta nelle zone ad alta densità musulmana. Clima teso a Jaffa, a sud di Tel Aviv, così come a Haifa, Gerusalemme Est e Nazareth, Umm al-Fahm. Sorveglianza e controlli rafforzati nei luoghi pubblici affollati: le stazioni dei pullman, i centri commerciali, alcune scuole.

In serata, dal Knesset, il parlamento israeliano, uno scontro tra deputati arabi e della destra israeliana (video sopra) non ha contribuito a rasserenare il clima nel Paese.

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