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Pennelli, spray e tanti colori. Dagli Usa a Sderot per portare un po’ di vita

Graffito realizzato in uno dei muri di Sderot

A vederli così colorati, questi murales, sembra di stare ad Harlem. Ma se ci si avvicina si vedono tanti piccoli forellini. Non frutto di qualche sparatoria, ma di razzi – Qassam – che ogni tanto arrivano dall’altre parte della valle, là in fondo, dove c’è Gaza City.

Però questi graffitari, “Artists 4 Israel”, hanno deciso che vale lo stesso la pena di colorarli quei muri bucati. Giusto per portare un po’ di vivacità in questa cittadina, Sderot, la più colpita dagli attacchi di mortai targati Hamas (qui il video). Hanno attraversato l’Oceano, hanno volato per oltre quattordici ore. Una volta arrivati a Sderot si sono messi a colorare i muri, a dipingere vita, a prendere il rosso dell’allarme razzi Qassam e a metterlo in mezzo ad altri colori. Perchè non esiste solo il rosso – appunto – e il blu del cielo che per guardarlo si potrebbe rischiare anche la vita.

Dice Craig Dershowitz, il presidente deli “Artists 4 Israel” che la loro missione è “portare un po’ di vivacità nelle vie, nei muri e nei profili della città di Sderot”. Mentre Sarah Brega, una pittrice non ebrea, riproduce su una facciata quello che fa per le vie di New York: l’immagine di Golda Meir, ex primo ministro donna di Gerusalemme e una delle persone simbolo dello Stato israeliano.

Dopo Sderot – fanno sapere i pittori – il tour proseguirà per il Mar Morto, Ein Gedi, Gerusalemme e Tel Aviv.

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