attualità, politica

An apple peace

"La traversata delle mele" alla dogana di Quneitra (foto di Avihu Shapira)

Qualcuno le chiama le “mele della Pace”. Qualcun altro, più semplicemente, spera che sia un piccolo, timido passo verso la normalità. Perché, a cinque anni dalla prima spedizione, qualcosa questo frutto l’ha combinato. Se non altro ha reso il luogo in cui nasce e matura – le alture del Golam – una zona militarizzata sì, ma più tranquilla. “La traversata delle mele”, l’han chiamata. Per ricordare quella nel deserto. E i tormenti di questo pezzo di terra.

Così, anche quest’anno, 10mila tonnellate di mele saranno trasportate via camion (una trentina in tutto) attraverso le strade minate che dividono Israele e Siria per approdare sui banconi dei mercatini di Damasco, la capitale musulmana. Alla base, la Croce Rossa e l’Idf, l’esercito israeliano. Ma anche – e soprattutto – un accordo firmato dai ministeri degli esteri d’Israele e Siria.

Le mele attraversano il confine tra Israele e Siria (foto di Avihu Shapira)

Non tutto è così bello però. Perché sullo sfondo, restano sì le vette delle colline aride, ma anche drammi famigliari, vittime di un conflitto tra sordi più che tra veri nemici. La riunificazione delle famiglie continua a costituire un problema. Sin da quando Israele e Siria han deciso di spartirsi il Golan. Da un giorno all’altro, migliaia di parenti si sono ritrovati divisi, in due stati diversi.

“Speriamo che oltre alla spedizione delle mele, sia facilitata anche la riunione delle famiglie”, ha detto speranzoso Ran Goldstein, portavoce della Croce Rossa in Israele.

Così, anche quest’anno, 10mila tonnellate di mele saranno trasportate via camion attraverso le strade minate che dividono Israele e Siria per approdare sui banconi dei mercatini di Damasco, la capitale musulmana. Alla base, la Croce Rossa e l’Idf, l’esercito israeliano. Ma anche – e soprattutto – un accordo firmato dai ministeri degli esteri d’Israele e Siria.

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