attualità, politica

“Vietato l’ingresso agli ebrei”

Un fermo immagine, rilasciato dalla polizia di Dubai, mostra due dei ventisei ricercati per l'omicidio di un esponente di Hamas, il 19 gennaio scorso (foto Ynet)

Dai passaporti sospetti ai passaporti indesiderati. Per non parlare dei cognomi semiti, delle origini non gradite e di quelle facce un po’ così, troppo israeliane.

Tempi duri per gli ebrei. Perché dal 1° marzo la polizia di frontiera di Dubai, Emirati Arabi Uniti, non consentità l’ingresso di cittadini israeliani, cittadini ebrei con doppio passaporto e “qualsiasi altro soggetto visitante che anche alla lontana dimostrerà di avere parentela con gli israeliani”. Insomma, non basterà avere un passaporto non firmato da Gerusalemme. Si dovrà anche convincere la polizia di non avere nessun legame con Israele.

Il fatto scatenante è noto: un commando di 26 agenti segreti che, accusano da Dubai, sono stati mandati dal Mossad a uccidere un esponente di Hamas. Sul suolo emiro. Il dubbio ora si estende anche agli atleti ebrei che presto dovranno gareggiare in alcune competizioni continentali sul suolo di Abu Dhabi.

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